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“Il direttivo di questa mattina – si legge nella relazione del segretario De Feo – è stata occasione di riflessione e discussione su questioni che riteniamo di vitale importanza per il futuro della nostra provincia. L’Irpinia vive un momento di crisi profonda che a quanto pare non ha ancora raggiunto il picco massimo. Il sistema industriale è al collasso, le grandi aziende italiane sono in grande difficoltà, per non parlare della media e piccola impresa. Quotidianamente il sindacato fa i conti con decine di vertenze aperte e i giornali locali sono diventati un vero e proprio bollettino di guerra. Dalla Fma alla Irisibus, senza dimenticare il comparto dell’edilizia e del legno e i distretti della concia e del tessile di Calitri e Solofra, il quadro è devastante. Nella nostra provincia gli ultimi dati parlano di 80mila disoccupati e oltre 2000 cassintegrati, numeri enormi se pensiamo alla popolazione irpina. La gestione di questa crisi è difficile e complicata, ma il sindacato difenderà ad oltranza i posti di lavoro. Già con il tavolo anticrisi siamo riusciti ad ottenere qualche risultato, minimo ma comunque importante. Abbiamo bisogno adesso di risposte concrete ed immediate dalla Regione e dalla Provincia, a cominciare dalla questione degli Lsu, la cui stabilizzazione è a rischio. Siamo stanchi della gestione della crisi, vogliamo passare dall’emergenza alla programmazione per lo sviluppo. Dopo la manifestazione unitaria dello scorso dicembre e quella del primo maggio, finalmente siamo riusciti ad ottenere la convocazione del tavolo istituzionale per il lancio del patto per lo sviluppo ed il lavoro, passaggio fondamentale per rilanciare lo sviluppo e proporre la Governo nazionale e regionale la Vertenza Irpina. Gli obiettivi restano quelli di rendere appetibile il nostro territorio per nuovi investimenti, prevedendo interventi di ammodernamento tecnologico delle infrastrutture immateriali, il completamento di quelle materiali e della realizzazione di nuovi assi stradali per veicolare uomini e produzioni, non solo annunci ma empi certi di finanziamento dell’Alta capacità, rilancio dei distretti industriali e gestione della risorsa acqua. Nel corso del primo incontro tenutosi alla provincia è stata anche proposta ed analizzata un’ipotesi per un sistema di sviluppo e valorizzazione del territorio. La Uil farà di tutto per far ricomunicare a correre l’Irpinia. Il sindacato continuerà come fatto finora in attività di mobilitazione, discussione e coinvolgimento delle parti sociali, per tutelare i lavoratori e le famiglie di questa provincia”.
Le conclusioni del direttivo sono state affidate al segretario confederale Foccillo, che ha chiuso i lavori del direttivo, con una riflessione sulla manovra che il Governo sta per varare. “Vista la situazione disastrosa – ha spiegato Foccillo – abbiamo deciso di accettare, quasi alla stregua di quanto accaduto a Pomigliano D’Arco, sulla cui decisione la Uilm ha fatto la scelta migliore possibile, questa manovra. Del resto non avremmo potuto fare diversamente tenuto conto di quanto accade nel resto d’Europa. Abbiamo pensato sempre, però, di poterla modificare e renderla maggiormente efficace. Su certe questioni non ci siamo riusciti, ma su alcune delle cose proposte dal Governo siamo intervenuti in maniera incisiva, come sulle indennità di buonuscita che sarebbero dovute diventare equipollenti al Tfr, un furto in piena regola. Per quanto riguarda i tagli e i blocchi nel pubblico impiego, la Uil è senza dubbio contro la proposta del Governo”.