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E’ ancora prematuro per capire se il Campanile scenderà a più miti consigli con i berlusconiani anche se già si prefigurano segnali di apertura a livello nazionale nel centrodestra che lasciano ben sperare il leader di Ceppaloni. Ma l’intesa raggiunta a Roma sullo sbarramento al 4 per cento alle Europee (Mastella aveva parlato di ‘umiliazione insopportabile’, ndr) ha determinato una profonda frattura con l’ala veltroniana dei democratici: “Annotiamo a livello nazionale e regionale trascuratezza nei nostri confronti: – ha affermato Giovanni Colucci che ha aggiunto – Al momento gli unici buoni rapporti condivisi con il Pd si registrano a Benevento. Ad Avellino la situazione resta sospesa”. Un sentimento non corrisposto, insomma, quello tra il Pd e l’Udeur: “Bisogna che vengano definiti i confini del ruolo di alleato. Siamo una componente essenziale del centrosinistra ma non vorremmo intendere questo come amicizia a dimensione unica”. L’uscio verso il Partito Democratico sembra essersi irrimediabilmente chiuso: “Nella bufera giudiziaria che ha investito il partito non abbiamo ricevuto segnali di solidarietà dagli alleati di centrosinistra. Siamo arrivati alla resa dei conti: il Pd rimane sordo ai nostri segnali e non possiamo andare avanti con chi ha voluto la nostra eliminazione. Le contraddizioni della corrente veltroniana all’interno dei democratici vengano risolte in tempi utili, onde evitare inutili processi dopo giugno”.
“Auspichiamo – continua Colucci – che, relativamente alla situazione provinciale, vi siano le basi per la costruzione di un discorso analogo a quello di Benevento, cioè una lista unica più liste collegate”. A conti fatti, però, l’ipotesi al momento più accreditata è quella di una discesa in campo alla Provincia ed al comune con liste autonome, almeno in prima battuta: “Gli interventi che seguiranno nei prossimi giorni saranno utili al completamento dei quadri territoriali ed alla definizione delle alleanze. Qualora non si realizzasse alcun connubio andremo da soli con le nostre liste, faremo la nostra parte e potremo essere determinanti”. L’Udeur come una mina vagante: “Al PdL abbiamo chiesto asilo politico: sappiamo di essere una percentuale appetibile per entrambi gli schieramenti ad ulteriore dimostrazione del fatto che non siamo scomparsi a livello politico”. Ma l’ammiccamento con il centrodestra potrebbe rivelarsi una scelta dolorosa quanto necessaria: “Il desiderio – conclude Colucci – è quello di ritrovare armonia e considerazione nei vecchi alleati”.