Donato Sena dirigente dell’Udc di Bisaccia interviene in merito alla chiusura del nosocomio altirpino prevista dal Piano Zuccatelli. Una decisione che ha sollevato non poche polemiche portando a forti gesti di dissenso come lo sciopero della fame di alcuni amministratori interrotto, in via temporanea, solo all’arrivo di rassicurazioni da parte della Regione Campania. Palazzo Santa Lucia, infatti, ha accolto la richiesta di un incontro con gli amministratori per valutare eventualmente ipotesi alternative alla chiusura.
Perché secondo lei non bisogna chiudere l’ospedale di Bisaccia?
“L’ospedale di Bisaccia è un bene della comunità, che non può essere assolutamente cancellato per qualche bega di potere. Rivendichiamo un diritto, quello alla salute, sancito dalla costituzione, e non vedo perchè gli abitanti di Bisaccia e della provincia debbano soccombere. Qualcuno dovrebbe spiegarci quale risparmio si trarrebbe con questa manovra su Bisaccia e perché, al contrario, si mantiene in “vita” un ospedale con 13 posti letto e 50 dipendenti. Queste sono le vergogne, questi sono i soliti metodi clientelari di affrontare la sanità. Si faccia un piano serio e si tagli dove ci sono gli sprechi”.
Secondo lei a chi andrebbero attribuite le responsabilità di tali scelte e degli ‘sperperi’ della sanità?
“A mio parere in questo momento non è opportuno fare polemiche. A me non interessa chi abbia predisposto il piano, né di che colore politico sia. L’unica cosa importante a questo punto è tutelare i nostri diritti. A tutto c’è un limite e la politica lo deve capire, siamo stufi di essere serbatoi di voti nel periodo elettorale e poi essere trattati come il nulla. Occorre darsi una regolata perchè il limite in Alta Irpinia è stato davvero superato”.
Se il presidente Caldoro dovesse accettare le proposte avanzate dal territorio irpino, occorrerebbero delle modifiche consistenti nell’ospedale?
“Penso sia normale una riorganizzazione all’interno della struttura. Occorre in primis un piano di rilancio. A Bisaccia, tanto per fare un esempio, sarebbe opportuno istituire un reparto di primo soccorso perchè gli ospedali hanno l’obbligo di fornire assistenza sanitaria completa. Noi vogliamo vincere questa battaglia che reputiamo giusta e onesta e siamo disposti a tutto purchè vengano accettate le nostre ragioni”.