Udc – Giuditta propone un partito di sindaci per il futuro del Sud

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Sindaci protagonisti del futuro del Mezzogiorno: il segnale viene lanciato da Pasquale Giuditta, primo cittadino di Summonte e responsabile Udc per le Politiche del Mezzogiorno che aspira a mettere da parte ogni slogan che strumentalizzi il Sud puntando invece su proposte e programmi concreti messi in campo dai maggiori protagonisti delle istanze locali: i primi cittadini.
“Un partito di sindaci – è la sua idea – per un impegno trasparente e funzionale delle risorse a disposizione del Mezzogiorno. Basta con gli slogan sul meridione. Non servono, è il momento di una fase di concretezza”.
Prima di tutto, Pasquale Giuditta ritiene necessario “evitare le distorsioni del passato sull’impiego delle risorse, basta con le regioni che sprecano i fondi e tramite gli stessi tentano di far crescere il loro consensi. Serve una politica del territorio”. Ciò che sarebbe necessario è invece un ruolo centrale dei comuni con interventi che partano dal basso, mirati al territorio. “I comuni – ha spiegato – sono ormai al collasso per le ingenti spese, che quotidianamente devo affrontare, legate soprattutto alla gestione dei rifiuti. Un partito di sindaci del Sud, per contrastare la costruzione di consensi attraverso l’utilizzo dei fondi destinati per lo sviluppo del territorio, è l’unica soluzione efficace a questa questione. Il contatto diretto con i cittadini rappresenta un valido modo di controllo della gestione della ‘res pubblica’ e, la tangibilità dei risultati, in questo modo è immediatamente apprezzabile. Non si usi il Sud per chiedere poltrone, per una gestione clientelare e legata al consenso elettorale da parte dei ‘decisori’”.

Il problema del Sud, spiega ancora Giuditta, non è un problema solo locale ma ha una rilevanza nazionale per questo sarebbe opportuno lanciare un messaggio di coesione nazionale. “Fino ad ora – ha ribadito – l’affidamento della gestione delle ingenti risorse destinate a questo scopo è stata affidata una classe politica regionale complessivamente incapace: clientelare ed incompetente. A ben guardare i dati complessivi della destinazione di fondi comunitari e nazionali, infatti, si scopre come il Sud in teoria non avrebbe di che lamentarsi. I contributi comunitari del programma 2000-2006 destinati alle aree svantaggiate sono ammontati a oltre 46 miliardi di euro. Se guardiamo alla programmazione in corso, 2007-2013, non è in controtendenza alla precedente. Non vi è stata una svolta. Non è pertanto la quantità di denaro ad essere messa sotto accusa ma la qualità della gestione”.
Giuditta torna indietro nel tempo, alla fase Casmez e dell’intervento straordinario: “La prima parte del programma fu un grande successo: la Cassa del Mezzogiorno realizzò imponenti programmi di bonifica, di irrigazione, di collegamento di una vasta rete di trasporti e di comunicazioni. La seconda è stata sostanzialmente un fallimento. – conclude l’esponente del’Udc – Dunque, il problema del divario non dipende dall’insufficienza delle risorse trasferite al Mezzogiorno, ma dall’inefficienza della gestione. Un Meridione non assistenzialista e mendicante, ma positivo e propositivo. E’ un errore continuare a colloquiare con Enti che non rappresentano le reali esigenze del territorio. Facciamo diventare protagonista chi ha la vera rappresentanza sul territorio”.

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