Udc che… casino: tra commissariamento, borbottii e procedure

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Udc in acque mosse? Qualcuno ha diffuso notizie sulla richiesta di commissariamento della segreteria regionale… ma nessun atto ufficiale conferma l’ipotesi. Allo stato sembra, che l’istanza sia partita da un gruppo di iscritti napoletani, e il tam-tam si scontra con le procedure e la…gerarchia nazionale. Dal canto suo Arturo Iannaccone, massimo esponente dello Scudo Crociato irpino e segretario regionale, avanza a gran titolo le sue perplessità. “Commissariamento? Non sono stato informato. Mi riservo di rispondere qualora la notizia dovesse essere confermata”. Pur al corrente della richiesta avanzata dal gruppo partenopeo, Iannaccone mostra notevoli perplessità per l’esito di una istanza che in termini statutari non trova alcun tipo di riscontro. La motivazione per avanzare la richiesta sarebbe il risultato – non positivo – ottenuto nelle scorse politiche a Napoli e in tutta la Campania. Ma non sembra che tale risultato possa essere inserito nel novero delle motivazioni statutarie atte a giustificare un commissariamento. Per giungere a tale provvedimento, per altro drastico, occorrono le dimissioni della metà più uno dei componenti della segreteria regionale o tuttalpiù una mozione di sfiducia sottoscritta dalla metà più uno dei componenti stessi. “Qualora dovesse esserci un atto di tal natura – ha continuato Iannaccone – sarò pronto a fornire adeguate risposte. Ma sia chiaro, tutto deve essere supportato da procedure legalmente previste. Qualora ciò non dovesse avvenire e non dovessero essere rispettati i dettami dello Statuto del partito, allora sarò io stesso a prendere adeguati provvedimenti e non solo di natura politica”. Dunque, oltre a suscitare qualche perplessità la motivazione relativa ai risultati elettorali sembra far sorridere. “Il partito non vive un momento estremamente positivo ma un provvedimento di tal genere deve essere disposto dalla Direzione Nazionale dell’Udc. Finora, a dispetto di quanto è stato detto, non c’è stata alcuna convocazione per discutere dell’argomento. Tutto, ad oggi, appare come un fulmine a ciel sereno”.Ricordiamo che allo stato, i vertici nazionali, sono alle prese con la “battaglia” tutta interna tra i seguaci di Casini e Follini e che allo stato ha già fatto una vittima con la mancata elezione a senatore dell’avellinese Francesco Pionati che dovrà attendere le “scelte” siciliane allo stato ancora incerte. Ritornando al “caso napoletano”, seppure l’istanza è stata presentata, non sembra essere un’arma tanto potente da determinare un commissariamento quanto piuttosto un escamotage di qualche “giovane rampante” in cerca di un momento di celebrità. Sembra infatti che coloro da cui è partita la richiesta siano gli stessi che hanno disatteso il documento sulle candidature approvato all’unanimità dalla stessa direzione regionale. Un documento che, a quanto è dato sapere, raccomandava di candidare esponenti con il sostegno dei partiti locali ed espressione del territorio, persone radicate e sensibili alle problematiche dei loro concittadini. Sarà davvero stato così? L’ennesimo interrogativo di una politica che mostra ogni giorno grandi limiti per sopravvivere.

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