
Montemarano – “Quindici anni fa ci siamo lasciati con lo scudocrociato e adesso ci ritroviamo con lo stesso simbolo: questa è la vera coerenza che non sia il solito rotocalco tutto Irpino. L’anno scorso in venti giorni siamo riusciti a prendere 35.000 voti ed a realizzare la condizione per l’apertura di uno spazio che ci ha permesso di concludere un’alleanza programmatica e di avviare un processo politico finalizzato al recupero delle comunità e dei valori dispersi”. Giuseppe De Mita, dirigente provinciale dell’Unione di Centro intervenendo agli appuntamenti elettorali tenuti ieri sera ad Aquilonia e Lacedonia è tornato sui temi della coerenza e del senso politicamente forte che il territorio assume nella strategia dell’Udc, partito delle comunità. De Mita ha spiegato che in questi ultimi quindici anni di gestione alternata, centrodestra e centrosinistra, il paese è rimasto fermo perché il bipolarismo non si è mai realizzato completamente e nessuno degli schieramenti è riuscito ad inglobare i tanti valori, prova ne è la presenza delle dodici liste per il parlamento europeo, ed ha aggiunto che la funzione politica dell’Unione di Centro è proprio quella di recuperare il valore della storia, tenendo però a riferimento i problemi delle persone. E nuova stoccata al Pd: “Se vogliono discutere di questione morale attaccando Berlusconi, si devono chiedere se hanno una classe dirigente, anche locale, che sia in grado di poterlo fare”. A chi continua ad attaccare l’accordo di De Mita con la destra, De Mita ha risposto che per verificare l’infondatezza della questione basta valutare la provenienza politica di alcuni candidati per il consiglio comunale di Avellino e per la Provincia. “Solo sulle grandi questioni etiche registriamo un’alta rappresentanza ideologica – ha osservato – ma è sulla rappresentanza locale che dobbiamo sviluppare il nostro ragionamento”. Giuseppe De Mita ha riferito di aver colto una forte attenzione verso l’Unione di Centro, che viene avvertito, per la posizione assunta, come la vera novità nel panorama politico nazionale ed ha aggiunto che il segnale positivo è dovuto innanzitutto al metodo utilizzato da Ciriaco De Mita, candidato capolista al parlamento europeo con la lista dell’Udc, che ha sempre avuto a riferimento le comunità. “Non c’è altro leader nazionale che a distanza di venti o trenta anni sia riuscito ad organizzare quello che De Mita ha fatto”. Negli incontri è intervenuto Angelo D’Amelio, dirigente provinciale dell’Udc, che ha “confessato” di aver da tempo auspicato che i moderati si fossero ritrovati sullo stesso percorso. “In provincia di Avellino l’operazione è stata più semplice grazie alla presenza di Ciriaco De Mita – ha affermato – ma il processo riguarda ormai tutto il paese”. Ha confermato che effettivamente l’Udc sta riscuotendo l’attenzione della opinione pubblica e che con la strada intrapresa si riuscirà a realizzare nell’immediato il programma amministrativo ed in contemporanea il progetto politico di ricomposizione dei moderati italiani. Marcello Arminio, candidato per il consiglio provinciale nel collegio numero 10 ha richiamato l’attenzione degli elettori intorno alla credibilità dei candidati. “Ci sono tanti concorrenti – ha detto – ma vi chiedo di scegliere quello che per storia personale e per impegno è maggiormente in grado di rappresentare il territorio. Io non sono un candidato inventato e non ho fatto guerre intestine per essere candidato”.