Uccide la moglie e poi si spara: tragedia a Monteforte

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Monteforte Irpino – Ha premuto due volte il grilletto contro la propria compagna e poi ha puntato l’arma su stesso. Quella che sembrava essere una banale lite in famiglia si è rivelata essere una tragedia dai contorni macabri.
E’ successo nel primo pomeriggio a Monteforte Irpino, in un appartamento al secondo piano delle abitazioni popolari di via Taverna Campanile.
L’uomo, Isidoro De Marco, 48enne di Forino e agente della Polizia Penitenziaria, aveva appena terminato il turno presso la casa circondariale di Bellizzi. Tornato a casa, dalla propria famiglia come ogni giorno, ha avuto una discussione con la moglie, Anna Maria Montuori, 43enne di Monteforte Irpino. Uno scambio di battute acceso in cucina, poi il gesto repentino, quanto inatteso. Per ben due volte ha sparato con la pistola d’ordinanza guardandola negli occhi. Poi, tra i mille pensieri che lo tormentavano, ha riafferrato l’arma, si è seduto più in là sul divano e ha deciso di farla finita.

In casa, al momento della tragedia, c’era anche la figlia 14enne, chiusa nella propria cameretta. Sentiti gli spari la giovane si è precipitata in cucina. La scena che è apparsa ai suoi occhi è stata cruenta quanto agghiacciante: la madre era riversa in una pozza di sangue sul pavimento della cucina ed il padre chino su stesso, senza vita, sul divano.
Poco dopo è giunto a casa anche il maggiore dei figli della coppia, un giovane 18enne che al momento della tragedia era al lavoro nella città capoluogo.

Una famiglia serena, una coppia felice con problemi, gioie e speranze comuni a tante altre realtà: così la descrivono le decine di persone che hanno affollato la strada dove vivevano i due coniugi.
C’è sconcerto tra la gente di Monteforte Irpino accorsa sul luogo della tragedia. Sconvolti anche i colleghi di lavoro di De Marco, sul posto dopo aver appreso la tremenda notizia. “Era un uomo semplice – afferma un agente della Polizia Penitenziaria – sempre puntuale e diligente sul lavoro. L’ho salutato solo poche ore fa quando entrambi abbiamo lasciato il carcere di Bellizzi ed era tranquillo: è una tragedia che ci lascia inermi”.

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