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Turismo – Berrino: “Regione negli anni ’90 ha dimenticato l’Irpinia”

La sfida non è delle più semplici ma l’ Irpinia può giocarsi la partita nel settore turistico. Bagnoli Irpino la pietra miliare tutti gli altri comuni intorno pronti a fare rete. Al convegno organizzato dal Gal Irpinia ci sono gli ingredienti giusti. Il tema è la novità dell’albergo diffuso, ma agli irpini sta più a cuore capire quali segmenti valorizzare. Al tavolo dei relatori ci sono Giancarlo Dall’Ara presidente Associazione nazionale Alberghi diffusi, Annunziata Berrino, storica del turismo, Vincenzo Borrelli di Certiquality, i referenti politici ed istituzionali: Gerardo Iandolo presidente Comunità Montana Terminio Cervialto, il sindaco di Bagnoli Filippo Nigro, e i deputati del territorio Giuseppe De Mita e Luigi Famiglietti. Il sindaco Nigro illustra gli sforzi profusi dalla sua amministrazione nei primi cinque mesi per riannodare il filo del finanziamento dei dodici milioni per gli impianti di risalita. “Era tutto fermo in Regione, non c’era una traccia di operatività. Ora grazie ai continui viaggi a Napoli siamo rusciti a venirne a capo. Grazie alla nostra perseveranza la Regione con una delibera ha stabilito che i fondi ci sono e si attende solo di mette in moto la parte burocratica per bandi e appalti. in cinque anni precedenti di ciò non è stato fatto nulla, noi grazie ad un governo del fare e ai buoni uffici abbiamo rimesso tutto in moto in soli cinque mesi”. Ma ora la sfida più difficile: la gestione. “Dobbiamo mettere i privati nelle condizioni di investire. La parte pubblica può fare la sua parte, ci sono già richieste di imprenditori a voler investire sull’altopiano del Laceno intorno al Lago e nelle zone limitrofe alla zona turistica”. Un territorio per dirlo con le parole di Vanni Chieffo “stravolto in venti anni sia dal punto di vista turistico che enogastronomico. Il nostro territorio deve essere venduto qui e alle regioni contermini. Farlo all’estero è solo spreco di denaro pubblico. Bisogna rivolgersi a persone vicine a noi, a coloro che sono avvelenate da stress e rumore delle grandi città. Qui abbiamo tanti valori da poter mettere in mostra”.Giancarlo Dall’Ara ha spiegato nei dettagli la finalità dell’albergo diffuso: ” è un modello di sviluppo dei territori. Dal punto di vista dei servizi è un albergo a tutti gli effetti, con la particolarità che non si costruisce ma nasce mettendo in rete case preesistenti e molto vicine tra loro, che danno vita ad un albergo orizzontale. Un modello di sviluppo compatibile pensato per i borghi che qui in Irpinia non mancano e vero attrattore turistico”. Il caso Irpinia nel turismo che verrà viene chiesto da Generoso Picone a Annunziata Berrino. “Il turismo è molto veloce non si sa cosa succede, è imprevedibile. Bisogna stare allenati. Storie fantastiche ma poi fallite con il tempo”. E cita il caso Castellammare di Stabia. “Bisognerebbe portare arretratezza in un vantaggio: ambiente incontaminato, l’Irpinia paga cosi cosi come tutte le zone interne la posizione poco strategica e il poco appeal per tour operator. Stesso problema è su tutta la dorsale appenninica senza un contesto istituzionale favorevole. Le maggiori colpe ce l’ha la Regione che ha puntato sul mare negli anni ’90. Le azioni concrete doveva farle la Regione ma l’obiettivo era sempre la costa e il napolicentrismo. Strategie che hanno penalizzato la cultura turistica interna che poteva dare benessere, luoghi contaminati. Soluzione migliore è dare spazio ad un investimento pubblico privata, di questo ha bisogno l’Irpinia per poter crescere”.

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