Tufo – “Micheleion, i luoghi del culto”: studiosi e non a confronto

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Il 27 settembre, alle ore 16, presso la sala convegni del Castello di Tufo, si terrà la prima giornata micaelica con il convegno “Micheleion, i luoghi del culto”, organizzato da Fortunato Campanile (art’èmide di Tufo) con la collaborazione di Fiorentino Pietro Giovino del Comitato Orione di Prata di Principato Ultra e dell’amministrazione comunale di Tufo. Nell’evento, moderato da Salvatore Salvatore, direttore della rivista storica Vicum, verranno analizzate le origini e la diffusione del culto micaelico nei siti rupestri irpini. Introdurranno le relazioni il sindaco di Tufo, Fabio Grassi e il responsabile alla cultura della Provincia di Avellino Giuseppe Muollo. Interverranno: Monsignor Luigi Barbarito (Il culto micaelico), già Nunzio Apostolico in Gran Bretagna e membro della Congregazione per le cause dei Santi in Vaticano, il professor Gerardo Sangermano (l’Irpinia nella Longobardia Minor), ordinario di storia medievale presso l’Università di Salerno, il docente Paolo Mascilli Migliorini (I luoghi del culto micaelico), direttore dell’ufficio catalogo dei Beni architettonici della SBAPSAE di Napoli, Ivan Valente (I siti rupestri della fede micaelica in Irpinia), l’archeologo Luigi Ciarmoli (la grotta di S. Michele in Tufo), Padre Antonio Vetrano (Itinerari micaelici nell’esperienza francescana), Lucia Portoghesi (la devozione e la tradizione a Tufo), Monsignor Mario Iadanza della Curia Arcivescovile di Benevento (La valorizzazione dei siti religiosi antichi), il professor Rosario Paone (Problematiche di restauro), docente di restauro archeologico dell’Università di Napoli, Antonio Maffei del CAI (aspetti geomorfologici degli ipogei micaelici). Al termine delle relazioni verrà presentata la pubblicazione “La Grotta di S. Michele in Tufo” di Luigi Ciarmoli e Fiorentino Pietro Giovino, con la collaborazione di Fortunato Campanile (Art’èmide). Una breve analisi storica ed archeologica del monumento di Tufo. Questa è una cavità rettilinea (oltre 20 metri) di probabile origine precristiana successivamente dedicata all’Arcangelo per la natura stessa del luogo e per la presenza di una sorgente ritenuta miracolosa. Conserva all’interno tracce di affreschi medievali e l’altare con la statua secentesca del Santo titolare. Nel suo prolungamento sotterraneo, ora occluso in parte a causa dei movimenti franosi, erano deposte le venerate reliquie di S. Stefano e S. Mauro. Il convegno ha la finalità di porre all’attenzione generale un monumento ancora oggi poco noto, tanto da essere spesso dimenticato e non annoverato tra le testimonianze del culto micaelico in aditi rupestri. L’evento gode del patrocinio del Comune di Tufo, della Regione Campania, della Provincia di Avellino, della Comunità Montana del Partenio, del FAI, del GAL Partenio-Taburno, dell’EPT di Avellino, dell’Arcidiocesi di Benevento e del Progetto Genius loci.

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