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Truffe agli anziani, in una giornata 590 chiamate ad Avellino e Palermo a caccia di vittime

AVELLINO- “Bombardamento telefonico”, così viene definita una delle modalità di azione della banda di truffatori di anziani con base a Napoli che operava su tutto il territorio nazionale, da Genova a Palermo sgominata ieri da un blitz coordinato dalla Procura di Napoli . Le indagini dei Carabinieri di Genova e Napoli, coordinati dalla Procura guidata da Nicola Gratteri, hanno ricostruito come da quello che e’ stato definito il “call center” della banda sgominata ieri (21 misure cautelari firmate dal Gip del Tribunale di Napoli Federica Colucci su richiesta dei magistrati della Sezione Fasce Deboli coordinata dal Procuratore Aggiunto Pierpaolo Filippelli) partissero quotidianamente centinaia di chiamate in una determinata località, utilizzando prevalentemente vecchi elenchi telefonici. Dati emersi dal monitoraggio di alcuni dei cellulari utilizzati dalla banda, prevalentemente intestati a stranieri per eludere le investigazioni. I Carabinieri hanno ricostruito per alcuni giorni non solo le ore e le giornate di lavoro dei cosidetti “telefonistf” ma anche il numero delle chiamate eseguite e le località prese di mira. Un dato che potrebbe essere anche più ampio, visto che è relativo solo alle utenze monitorate, ma potevano essere anche di più. Da questa sorta di elenco di località c’è anche Avellino. In un solo giorno dell’ ottobre del 2024 dai cellulari della banda sarebbero infatti partite 590 telefonate tra Palermo, dove operava in trasferta una batteria di malviventi e Avellino. Tra le più di trenta truffe ricostruite dalle indagini partite da Genova, non c’è però nessun caso nel capoluogo irpino accertato nella stessa data delle telefonate, evidentemente nessuna di queste era andata in porto. Nell’ambito dell’ operazione scattata ieri, però, sono state eseguite due misure cautelari in due penitenziari irpini, a soggetti già detenuti per gli stessi fatti, sia nel carcere di Ariano Irpino che di Bellizzi Irpino. Circa 120mila euro in contanti sono stati trovati dai carabinieri durante le perquisizioni del gruppo con base logistica a Napoli. La somma è stata trovata nascosta all’interno di uno scaldabagno, nell’abitazione di un’indagata.

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