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Traffico internazionale di droga: un arresto a Solofra

La vasta operazione antidroga con 21 arresti e 34 denunce, portata a termine dai Carabinieri della Compagnia di Battipaglia, ha avuto ripercussioni anche in Irpinia. Tra gli arrestati il solofrano Michele Giliberti. Dopo due anni di complesse e articolate indagini i militari in piena sintonia con la Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, hanno stroncato un grosso traffico internazionale di stupefacenti tra la Spagna e l’Italia, destinati allo smercio in varie zone della provincia di Imperia, Salerno ed Avellino. L’accusa per tutti è di associazione a delinquere finalizzata all’importazione e alla commercializzazione all’ingrosso e al dettaglio e spaccio continuato di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente del tipo cocaina. Lo stupefacente acquistato in Spagna veniva subito affidato al corriere che abilmente lo occultava all’interno di auto di grossa cilindrata celato all’interno del serbatoio dell’impianto a gas montato ad arte sulle autovetture utilizzate. Il sistema escogitato dall’associazione criminale consentiva di eludere ogni tipo di controllo. Il carico di droga passava inosservato ad ogni genere di controllo visivo e olfattivo delle unità cinofile presenti alle frontiere. La perfetta realizzazione dell’impianto, dotato di barometro, leds e comandi d’accensione perfettamente funzionanti e la sigillatura della bombola, non destavano alcun sospetto agli agenti preposti ai controlli alle frontiere ed in Italia. Una piccola parte di cocaina, invece, veniva trasportata nelle parti intime delle donne-corriere che accompagnavano il compratore nei suoi viaggi di rientro in Italia a mezzo di aerei di linea.

LA NOTA DEI CARABINIERI DI BATTIPAGLIA
Il Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Battipaglia, in piena sintonia con la Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, ha dato corso ad una complessa ed articolata attività di indagine in ordine ad un traffico internazionale di stupefacenti tra la Spagna e l’Italia (destinati allo smercio in varie zone della provincia di Imperia, Salerno, Avellino e Potenza) che ha portato alla cattura (su provvedimento del G.I.P. presso il Tribunale di Salerno) di 17 persone (una delle quali di nazionalità colombiana ma raggiunta dal provvedimento in Spagna, ove da anni dimora) colpite da ordinanza di custodia cautelare in carcere, alla notifica di 7 ordinanze di sottoposizione agli arresti domiciliari ed alla denuncia in stato di libertà di altre 34 responsabili insieme ai primi di associazione per delinquere finalizzata all’importazione ed alla commercializzazione all’ingrosso ed al dettaglio e spaccio continuato di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente del tipo cocaina. (…)
L’attività investigativa è partita il 31 dicembre 2004 con l’arresto in flagranza di reato di Roberto Boccalupo, 34enne di Pontecagnano, che alla vigilia della notte di San Silvestro è stato trovato in possesso di 200 grammi circa di cocaina ad elevato indice di purezza. Dopo tre giorni di detenzione nel carcere di Fuorni, Boccalupo ha scritto una lettera ai suoi gregari Massimiliano Nastri e Felice Carraturo dove delineava il modus operandi per continuare l’attività di spaccio di sostanze stupefacenti posta in essere dal gruppo da lui capeggiato ed indicando quale fornitore di droga un certo “Fiore”. Le immediate indagini poste in essere dai Carabinieri di Battipaglia in relazione alla lettera sequestrata hanno consentito di individuare Fiore Petrilli, 36enne pluripregiudicato di Eboli, come fornitore della sostanza stupefacente acquistata da Boccalupo e poi distribuita in gran parte nella Piana del Sele.
Con la conseguente attività d’indagine si è riusciti ad evidenziare al meglio la condotta in primis di Fiore Petrilli, che risultava essere il capo di una complessa organizzazione che curava, nei minimi dettagli, tutte le operazioni relative al narcotraffico che andavano dall’individuazione dei canali di approvvigionamento esteri, al trasporto della droga con l’impiego di insospettabili corrieri e fantasiosi sistemi di occultamento e ancora alla capillare distribuzione della cocaina ai pusher operanti nelle province di Imperia, Salerno ed Avellino.
Fiore Petrilli, periodicamente si recava in Spagna con i suoi uomini di fiducia ed alcune avvenenti donne simulando viaggi turistici, ma in realtà, dedicava il tempo dei suoi soggiorni d’affari a vere e proprie indagini di mercato e contrattazioni che si concludevano con l’acquisto di ingenti quantitativi di cocaina purissima. Gran parte della droga acquistata veniva subito affidata al corriere dell’organizzazione, che dopo averla abilmente occultata all’interno di un’auto di grossa cilindrata si apprestava a fare il viaggio di ritorno (possibilmente con una donna al fine di non destare sospetti) scegliendo accuratamente, di volta in volta, e in maniera ponderata, l’itinerario da seguire e la frontiera da attraversare. Una piccola parte di cocaina, veniva invece trasportata nelle parti intime da altre donne che lo accompagnavano nei suoi viaggi di rientro in Italia.
L’importante carico di cocaina, trasportato dal corriere dell’organizzazione veniva abilmente celato all’interno del serbatoio dell’impianto a gas montato ad arte sulle autovetture utilizzate. Il sistema escogitato dall’associazione consentiva di eludere ogni tipo di controllo: infatti, il carico di droga passava inosservato ad ogni genere di controllo visivo ed olfattivo poiché, la perfetta artefazione dell’impianto e la perfetta sigillatura della bombola, non destavano alcun sospetto agli organi preposti ai controlli alle frontiere ed in Italia.
Infatti, la droga acquistata in Spagna, dopo aver attraversato le frontiere francesi ed italiane, giunta a Bordighera (IM) veniva suddivisa per un primo smistamento che avveniva consegnando una cospicua quantità di cocaina a Emilio Raso, 58enne di origini calabresi, da tempo insediato in Liguria ed altro organizzatore e mente dell’associazione, il quale provvedeva a sua volta allo smistamento ai numerosi pusher locali.
Nel corso della laboriosa e certosina indagine, i carabinieri sono riusciti ad arrestare ben due corrieri (Francesco Ferrara e Antonio Fernando) e a sequestrare circa 4 kg di cocaina purissima (trasformabili almeno in 12 chili di droga pronta allo spaccio) e due autovetture di grossa cilindrata ed un ingente somma di denaro.
Il primo dei due importanti arresti risale al mese di maggio 2005, quando i Carabinieri di Battipaglia, bloccarono all’uscita del valico del Frejus, il corriere e parte integrante dell’associazione, nonché uomo di fiducia di Petrilli, Francesco Ferrara, autotrasportatore, a bordo di una fiammante BMW, che trasportava oltre 1,200 kg di cocaina ad elevato indice di purezza.
Il secondo e fondamentale recupero è stato eseguito nel giugno del 2005 con l’arresto nel Comune di Campagna (SA) di Antonio Fernando, 44enne ed insospettabile parrucchiere, bloccato con oltre 2,5 kg di cocaina purissima a bordo di una Fiat Coupe’.
Il 15 giugno 2005, alle prime luci dell’alba, i Carabinieri hanno sottoposto a provvedimento di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno gli esponenti dell’associazione, in particolare Fiore Petrilli, Tiziana Manzo, Emilio Raso, Antonella Petrilli e Antonietta Stanco.
Petrilli e Manzo, nella notte del 14 giugno 2005, sono stati intercettati nel comune di Capaccio (SA) presso l’area di servizio Agip.
Nella circostanza i Militari avevano intimato l’alt all’uomo che era in auto con la Manzo, ma lo stesso al fine di sottrarsi alla cattura, cercò di investire i militari che per difesa spararono alcuni colpi, in rapida successione, a scopo dissuasivo e per evitare che i due portassero a compimento la loro intenzione di sfuggire alla cattura.
Nel corso dell’operazione un proiettile ferì l’uomo ad una gamba, dopo aver perforato lo sportello ma il ferito non si arrese tanto da costringere i militari ad un pericoloso inseguimento che durò circa 4 km. Poi il veicolo condotto da Petrilli, mentre percorreva la litoranea di Capaccio, uscì di strada a causa della forte velocità, andando schianatarsi contro una staccionata posta a ridosso della banchina laterale. I due furono catturati e mentre la donna fu tradotta al carcere di Fuorni, Petrilli fu curato, in stato di detenzione, presso l’Ospedale di Vallo della Lucania e successivamente trasferito, dopo qualche tempo al Carcere di Fuorni.
Successivamente Petrilli, resosi conto della gravità dei fatti per il quale era detenuto, decise di collaborare con la Giustizia, fornendo i nomi degli spacciatori all’ingrosso ed al dettaglio nonché dei fornitori Spagnoli.
Le dichiarazioni rese dal collaboratore di Giustizia furono tutte riscontrate e permisero di arrestare in flagranza di reato, a Sanremo (IM), Giovanni Eulogio perché trovato in possesso di una pistola Beretta calibro 9 con matricola abrasa, un bilancino di precisione, nonche’ vari grammi di hashish. Inoltre la collaborazione fece identificare, individuando a carico dei medesimi gravi elementi di responsabilità, numerosi altri soggetti residenti a Sanremo e Genova, tutti di origine calabrese dimoranti in Liguria. Le conseguenti indagini evidenziavano ulteriori e schiaccianti elementi probatori che oggi hanno consentito l’arresto di Maria Rosaria Balzano; Domenico Lamberti; Massimo Stabile di Bellizzi; Antonio Marino, di Bellizzi; Guglielmo Di Martino, di Bellizzi; Michele Giliberti di Solofra
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