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Tra luci e ombre della Sanità Savignano resta fedele ad Ippocrate

Avellino – Diritto alla salute e disfunzioni nella cura del malato, metodo di gestione della vita e della morte, ricerca e suo funzionamento, medici e infermieri, posti letto e lunghe attese. Sono solo alcuni dei temi trattati in Codice Rosso, il libro di Giovanni Savignano, presentato oggi presso la sede dell’Ordine dei Medici. All’evento hanno partecipato l’onorevole Francesco Pionati, il professore Armando Savignano, l’onorevole Angelo Giusto, il presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Avellino Antonio D’Avanzo, il direttore generale del Moscati Giuseppe Rosato. L’autore, medico radiologo di Gesualdo, ritrae l’amara realtà di una sanità malata, vittima di beghe politiche e di una gestione carente. “Lavorando negli ospedali del sud e del nord Italia – spiega Savignano – ho appreso la conflittualità che esiste tra il mondo della medicina, la politica e le organizzazioni sindacali e ho provato attraverso la mia esperienza a dare un contributo. Codice Rosso non vuole essere una denuncia e non vuole neanche individuare soluzioni, ma mira a essere un vero e proprio strumento nelle mani degli amministratori e dei cittadini”. Il libro infatti non è il classico testo scandalistico, ma si caratterizza per la suggestione che evoca e per lo sguardo virtuoso del narratore. Perché se oggi si può riproporre il pensiero di Platone che nel 390 A.C. distingueva la medicina per i ricchi e la medicina per i poveri, Savignano sceglie di essere fedele al giuramento di Ippocrate e di stare dalla parte del malato, l’anello debole della catena. “L’assistenza sanitaria è uguale per tutti e non deve essere ancorata al denaro. Sulla carta abbiamo una legislazione tra le migliori in Europa – afferma l’autore – peccato che non sia applicata”. Lo sguardo di Savignano vuole essere una lente d’ingrandimento che attraversa stanze, corridoi, sale operatorie e piani alti degli ospedali campani, ma sempre in modo virtuoso, attraverso uno sguardo moderato e moderno, frutto della sua esperienza personale. Sensibilità ed equilibrio sono il filo conduttore di Codice Rosso, anche quando c’è da prendere di mira la politica. “La politica – spiega lo scrittore – dovrebbe essere l’arte della mediazione, purtroppo si perde in questioni che non riguardano la medicina. C’è un utilizzo improprio delle risorse e per questo noi medici ci ritroviamo a far fronte a situazioni di emergenza in assenza di servizi adeguati. Gli amministratori degli ospedali vanno scelti in base ai meriti, per questo dico sì ai concorsi pubblici. La cosa importante è capire che la priorità è il malato, noi lavoriamo per tutelarlo”. Codice Rosso, il libro della buona e cattiva sanità, non dimentica di lasciare al lettore un messaggio di speranza con l’impegno che il servizio pubblico più essenziale migliori. (di Rosa Iandiorio)

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