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Tra crisi e problemi quanti regali sotto l’albero degli irpini?

Che Natale è stato questo? Ognuno avrà, probabilmente, la sua versione dei fatti, la sua personale valutazione, positiva o negativa, dettata di caso in caso dalle circostanze o da più ponderate considerazioni. Tre giorni scanditi dalla tradizione tra momenti di riflessione religiosa, banchetti luculliani, immancabili tombolate, auguri dispensati a parenti ed amici e brindisi, altrettanto consueti, di casa in casa, di bar in bar, di locale in locale. Tutto come sempre, allora? Probabilmente si, probabilmente no. Decisamente no, probabilmente. Perché ogni anno porta i suoi retaggi, perché ogni ciclo è diverso, perché anche questo 2008 di acciacchi e di problemi ne trascina avanti in abbondanza. Certo, la voglia di festeggiare, la voglia di staccare le batterie per 48 ore (per i più fortunati anche di più) non sarebbe mai potuta mancare. E’ fisiologica, è radicata. Ma l’impressione è che la crisi – quella megera che sembra diventare sempre più cattiva col passare degli anni e ormai da un bel po’ di tempo – una bella cicatrice l’abbia lasciata. Il premier aveva invitato al consumo gli italiani: “Non ascoltate le profezie negative di quelli che dicono che tutto va male – si leggeva su repubblica.it lo scorso 13 dicembre – Così andrà male veramente. La crisi? E’ solo virtuale, non fatevi spaventare, continuate a fare shopping come l’anno scorso, possibilmente di più”. Ma a quanto pare almeno Avellino non ha risposto all’appello o se lo ha fatto i toni sono stati senz’altro ridotti. Bello ed elegante, in attesa che venga ultimato e abbellito, il nuovo corso. E i cittadini non si sono fatti pregare per scendere in strada. Lo hanno fatto sfidando il freddo pungente e la fastidiosissima pioggia e lo hanno fatto sfidando anche il traffico letteralmente impazzito, almeno fino alla vigilia. Ma di fare compere sembra proprio non ne abbiano avuto troppa voglia, stando al parere dei commercianti. “La gente prima di comperare ci pensa non una ma diecimila volte – lamentavano su Irpinianews lo scorso 19 dicembre – le vendite per il Natale non promettono niente di nuovo”. Qualcuno – la tegola – la individuava nei saldi anticipati, qualcun altro nell’isola pedonale. In ogni caso è tirata in ballo l’amministrazione Galasso che al Natale pure ha pensato con una serie di iniziative racchiuse nel cartellone ‘Christmas Fun’. E’ bastato? Avellino bisogna ammetterlo, è stata viva e tutto sommato tranquilla. La notte del 24 Corso Vittorio Emanuele sembrava quello del miglior passeggio domenicale e la cronaca sembra non aver macchiato la festa. Il merito è sicuramente di chi gestisce la città, così come delle Forze dell’Ordine, ma forse anche un po’ dei cittadini. La stessa, probabilmente discutibile abitudine, di anticipare i botti di fine anno al 24, a mò di aperitivo, ha fatto registrare il segno dei tempi: decisamente inferiori rispetto al solito gli scoppi. Che si sia speso meno in materiale pirico o che non ci sia stata voglia di farlo, è in ogni caso un segnale che va considerato. Così come vanno considerati gli immancabili temi ‘sempreverdi’: i cantieri in città e i rifiuti. Nel primo caso, com’era inevitabile, i lavori in corso hanno dato una bella mano al caos della circolazione. L’auspicio è che le opere in costruzione, una volta ultimate, servano davvero a migliorare e a rendere più efficiente la città: il completando corso – per ora – sembra dare ragione a Galasso, almeno in termini di modernità. Di funzionalità, per forza di cose, si parlerà poi. I rifiuti invece sono tornati alla ribalta dopo un’apparente fase di stanca con una… bella sorpresa: fino al 29 saranno chiusi gli impianti di smaltimento, poi a capodanno un altro stop. Il risultato? Strade di nuovo invase dal pattume per quello che più che un bianco Natale è stato ancora una volta un… inzaccherato Natale. Ciò che non è mancato in questo bailamme sono stati i momenti dedicati alla cultura ed al sociale, che hanno avuto il loro spazio in tutta la provincia, da Avellino a Grottaminarda, da Torella dei Lombardi a Lauro, da Baiano a Santa Paolina. Tra mostre, concerti, presepi viventi, pranzi, cenoni, manifestazioni ed eventi vari, l’Irpinia ha mostrato di volta in volta il suo volto colorato e folkloristico, erudito e illuminato. E proprio la provincia, tra un manicaretto e uno spumantino, ha lasciato sotto l’albero il regalo di Natale della politica: De Mita apre al Pdl. Una sorpresa bella e buona, che butta una consistente bracciata di legna nel già rovente calderone dei partiti in vista della tornata elettorale. Che poi si sia trattato o meno di un bel regalo, e per chi, lo scopriremo sicuramente entro il prossimo, si spera migliore, Natale. (et)

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