Chiusano – Si apre ufficialmente la campagna elettorale dell’Unione di Centro in Irpinia. Quattro i Comuni ‘visitati’ dal candidato alla Camera Giuseppe De Mita e al Senato Nicola Di Iorio: Chiusano San Domenico, Sorbo Serpico, Montemarano e Castelvetere.
“Abbiamo voluto iniziare da queste zone perché qui ci sentiamo a casa. L’impegno è stato tanto e quanto realizzato è sotto gli occhi di tutti. Non veniamo a chiedere voti – precisa il presidente della Comunità Montana Terminio Cervialto -, ma una mano affinché possiamo consolidare un rapporto di solidarietà che si cementa di volta in volta. Abbiamo accettato la candidatura perché riteniamo sia giusto difendere l’Irpinia dall’ingiustizia che avrebbe privato questa terra di rappresentanti autorevoli e validi. Non a caso le nostre liste hanno il maggior numero di irpini, rappresentanti di più aree. La nostra è una scelta consapevole che intende offrire un contributo affinché non restino inascoltate le istanze della nostra provincia. Abbiamo difficoltà ad interloquire con la Regione, figuriamoci con il Governo! L’operato di Palazzo Santa Lucia è a nostro avviso negativo anche a causa del contributo negativo degli assessori regionali. Le colpe non sono solo di Bassolino. E chi ha occupato i banchi della Giunta non può avere la legittimità per candidarsi al governo nazionale. La nostra non è una riedizione della Dc: vogliamo essere presenti sul territorio con la nostra cultura di persone moderate. Dare un consenso all’Unione di Centro significa dare consenso alla gente irpina”. Attacchi agli ex compagni di partito arrivano anche dal candidato alla Camera Giuseppe De Mita. “La crisi del centrosinistra non è un fatto episodico, si va avanti così da anni per inerzia. Il Pd poteva essere il soggetto che parlava a tutta la società, poi ha finito per copiare lo schema asfittico del Berlusconismo. Non a caso di fronte alle false risposte di Pd e Pdl, non appena si è aperto un nuovo spazio politico, si è raccolta una quantità di attenzione sorprendente nell’Unione di Centro. Negli ultimi anni le istituzioni non sono state più il luogo dove si mediavano gli interessi. Oggi assistiamo a proposte che tendono al recupero della tratta Avellino-Rocchetta per promuovere il turismo, quando abbiamo nodi da sciogliere come la Lioni-Contursi o la piattaforma logistica dell’Ufita”.
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