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Tornelli e “mugugni”:la Cgil risponde a Gnerre

Avellino – Dopo i tornelli perché non un fossato con un ponte levatoio? La ‘provocazione’ arriva dalla Cgil Funzione pubblica in una lettera aperta indirizzata all’assessore provinciale Carmine Gnerre che continua con la lotta all’assenteismo facendo installare ai varchi d’ingresso dei Palazzi, sede degli uffici della Provincia, tornelli per regolamentare le entrate e le uscite. L’assessore al Patrimonio ha assicurato: “Non è una punizione per i dipendenti”. Tuttavia la delibera approvata dalla giunta Sibilia ha generato non pochi “mugugni” nella maggior parte dei dipendenti.

“La Cgil Funzione pubblica – si legge nella lettera – da sempre si è battuta e si batte per una migliore organizzazione dei servizi pubblici, conscia che solo attraverso il riconoscimento da parte dei cittadini dell’utilità e dell’efficienza, passa l’utilità di un lavoro e la tutela dei diritti di chi quel lavoro svolge.

Negli ultimi anni, politici eletti per governare e riformare i guasti di un clientelismo diffuso e da essi stessi alimentato, incapaci di porvi rimedio con gli strumenti ordinari e con le corrette relazioni sindacali, trovano più comoda la scorciatoia di un facile ‘populismo’, dando in pasto ad una pubblica opinione, sempre più arrabbiata, risposte demagogiche cavalcando parole quali ‘assenteismo, fannulloni, tornelli, sprechi, ecc’.

Parole magiche da incantatori di serpenti, usate sapientemente per non risolvere la vera riorganizzazione di enti strategici per lo sviluppo e la vita di una comunità.

A scanso di equivoci, come in tutti gli ambiti lavorativi e professionali, anche nel pubblico esistono condotte riprovevoli da censurare e punire, ma che utilità c’è a sparare nel mucchio e nell’indistinto quando invece si pagano lauti stipendi a dirigenti (a proposito, in Provincia non ve n’è uno di ruolo a tempo indeterminato, tutti precari e incaricati con colloquio) che dovrebbero ordinariamente verificare la presenza in servizio e magari valutare il merito e l’abnegazione al lavoro?

Ebbene l’assessore di questo non si duole né si preoccupa.

Non si duole di aver promesso in cambio della razionalizzazione dei cellulari di servizio un aumento delle risorse variabili per il 2009 del salario accessorio che non solo nessuno ha mai visto ma che si è rivelato l’ennesima bufala.
Questa amministrazione per il tramite del suo assessore al personale dopo circa 15 anni ha di fatto ridotto il salario accessorio dei dipendenti di circa 200mila euro.

Non si duole che ad oggi, nonostante varie e reiterate richieste, non è ancora iniziata la contrattazione 2010, né il lavoro di adeguamento delle norme regolamentari alle prescrizioni imposte dalla cd Legge Brunetta.

Non si duole che da mesi non vengono erogati i buoni pasto.

Non si duole che inspiegabilmente non viene pubblicata una graduatoria di selezione economica che garantirebbe un piccolo miglioramento economico pensionabile per circa 125 dipendenti ritenuti attraverso una scheda di valutazione meritevoli da tutti i dirigenti.

Non si duole della diffusa demotivazione e frustrazione che serpeggia tra tutti i dipendenti che avevano riposto tanto affidamento in una nuova amministrazione che in campagna elettorale aveva promesso discontinuità e cambiamento.

Non ha avuto tempo di dolersi perché, scopriamo adesso, era evidentemente impegnato a recuperare risorse per installare costosi tornelli da 259mila euro con lo scopo dichiarato di ‘non punire i dipendenti’ bensì ‘disciplinare l’accesso del pubblico’.

Ci permettiamo di suggerire all’assessore di sensibilizzare i dirigenti a svolgere il loro dovere di controllo e stimolo punendo gli eventuali colpevoli e valorizzando i tanti meritevoli ed onesti che quotidianamente svolgono il loro lavoro così con la considerevole cifra risparmiata potrà far bandire una decina di concorsi pubblici a tempo indeterminato per alleviare la vita di qualche decina di giovani diplomati o laureati non costretti magari ad elemosinare un posto precario di ‘portaborse degli assessori’.

Per tutto questo la Cgil si appella al senatore Cosimo Sibilia, presidente dell’Ente in cui lavoriamo, per chiedere sommessamente se condivide l’operato del suo assessore.
E se così non fosse, come molti dicono, perché non interviene?”.

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