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Il programma parte domani alle 18.00 al Teatro Sancarluccio dove si terrà l’incontro sulla poesia di lingua portoghese nel novecento a cura di Regina Célia Pereira da Silva.
Introducono Franco Nico, Paolo Saggese e Giuseppe Iuliano. Modera Mimmo Grasso. Le musiche sono di Guglielmo Peluso.
Nel corso dell’incontro sarà presentato il libro d’artista “Come la pioggia dopo la pioggia”, di Mimmo Grasso con incisioni di Manuel Calgaleiro, a cura di Vittorio Avella e Antonio Sgambati (Il Laboratorio di Nola).
Raffaele Rizzo, autore teatrale e regista, leggerà in lingua napoletana “O melro” di Guerra Junqueiro, spettacolo tenuto dallo stesso Rizzo nel maggio di quest’anno al festival “Sete sois sete luas” (Santa Maria di Oporto) con scenografie originali di Annabella Lullo (Istituto Patafisico Partenopeo).
Sarà presentato anche “Il pensiero meridiano”, un libro di Franco Cassano (sociologia della conoscenza, Bari), presentato in anteprima nel 1995, nel luogo-simbolo dell’Olivetti di Pozzuoli, da Mimmo Grasso, Michele Prisco, Oscar Nicolaus, Vittorio Dini. Il volume, che riprende concetti di Camus, ha dato luogo a molti spunti e, anche, vivaci litigi tra chi avrebbe voluto uno sviluppo industriale del Sud e chi invece ne tracciava le linee secondo una vocazione culturale e turistica in termini di economia.
Il rumore di fondo delle idee di quegli spunti continua ancora oggi e riparte dall’Alta Irpinia, terra federiciana, cercando di rielaborare e rimodulare il vissuto del Sud ai fini dell’identità civile degli italiani, di cui Federico II fu il mossiere e l’iniziatore (Umberto Cerroni). La metodologia scelta dal gruppo di insegnanti che hanno dato vita a questo progetto, che si sviluppa per oltre un anno con azioni in varie parti d’Italia, è quello dell’incontro e del confronto. Lo Strumento privilegiato di questo dialogo è la poesia, con le sue complessità, per sottolineare la necessità del “dire” di chi Heidegger chiamava “dicenti” e non “parlanti”, vale a dire i poeti. Da molti anni Paolo Saggese e Giuseppe Iuliano, intellettuali “meridionali”, propongono al pubblico del mezzogiorno incontri a tema finalizzati all’identità, appartenenza e dialogo, e ciò in anni in cui la politica vorrebbe tracciare separazioni profonde nei confini psicologici degli italiani. Gli autori sono stati selezionati sulla base della loro azione e del senso generale del loro “messaggio” e non col criterio della visibilità o del numero di articoli su giornali e riviste di settore. Numerosissimi gli studenti coinvolti, con un procedimento “dal basso”, partecipativo ed autoeducativo.