Torella – 100 medici campani in Irpinia a ‘scuola di biotecnologie’

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Torella dei Lombardi – Cento medici provenienti da tutta la Regione Campania vanno a “scuola di biotecnologie”. Si è svolto presso il Castello Ruspoli Principe di Candriano di Torella dei Lombardi, il corso sulle biotecnologie organizzato dall’Accademia delle Biotecnologie Serono, in collaborazione con il CNBB (Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie) e l’Assessorato Regionale alla Sanità. Il Corso si colloca nell’ambito del progetto nazionale “Biotecnologie e medicina”, che ha già formato 700 medici in tutta Italia. Il progetto formativo “Biotecnologie e Medicina”, è nato per volere dell’Accademia delle Biotecnologie Serono, al fine di rispondere alla crescente domanda di informazione sulle biotecnologie. “L’incontro di Torella dei Lombardi – ha ricordato Gaetano Sicuranza, ufficio formazione ARSAN, Campania – costituisce un elemento propositivo e di ascolto che contribuisce ad ampliare in maniera significativa i circuiti della conoscenza”. I 100 medici selezionati per partecipare all’incontro di Torella dei Lombardi hanno assistito alle lezioni dei prestigiosi professori messi in campo per l’occasione dall’Accademia delle Biotecnologie Serono, ed agiranno a loro volta da formatori verso i colleghi della loro regione. Secondo la ricerca “Biotecnologie e opinione pubblica in Italia” realizzata dal Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il 70% degli italiani ritiene che si parli poco di biotecnologie, vorrebbe una informazione più adeguata al livello delle proprie competenze e il 35% ripone la fiducia proprio nei medici. “Il rapporto tra la popolazione italiana e la ricerca sulle biotecnologie è positivo – ha dichiarato Leonardo Santi, Presidente CNBB – soprattutto se si affronta il campo medico. Dall’indagine infatti emerge che il 92% degli italiani ritiene che si dovrebbe proseguire le ricerche in vista di possibili applicazioni in campo medico, il 60% in particolare punterebbe sulle cellule staminali e sugli studi finalizzati alla diagnosi precoce di malattie genetiche”.

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