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Un approccio semplice ma incisivo per riportare a sinistra il concetto di libertà – di cui “Berlusconi e il centrodestra si sono indebitamente appropriati con la sola conseguenza di limitarlo” – e per dare al Paese un ‘sovrappiù’ di laicità.
Una nuova stagione, secondo la Valentino, per segnare una grande rivendicazione di diritti.
Partendo, a livello locale, da due proposte: una maggiore politica a favore delle famiglie “partendo da ciò che sono e che sono diventate”; un testamento biologico anche nella nostra realtà “per mantenere un profilo laico anche nelle politiche amministrative”.
L’intervento di La Delfa è stato innanzitutto simbolico, indirizzato “a dar voce ad una fetta della popolazione presa in considerazione, in modo sostanzialmente ironico, solo in occasione della Candelora”. “Nessuno deve vivere una vita tra parentesi – è stato l’invito – Perché la gente, a differenza della ‘politica alta’, dopo qualche perplessità affronta le questioni in modo del tutto naturale”. Il problema più solido da affrontare, secondo la La Delfa, non è dunque l’omosessualità quanto l’omofobia. “Non è mettendo un velo sulle cose – ha concluso – che queste cessano di esistere”.
E proprio sulla paura, nel senso più largo del termine, Titti De Simone ha concentrato l’apertura del suo intervento. Una paura “di cui le destre si sono servite per governare” e tradottasi, poi, in una “egemonia politica e culturale che ha sfondato anche laddove pensavamo non potesse accadere. Nella classe operaia, per esempio”.
Nel “furto di futuro” che il Paese sta vivendo è passato, secondo la De Simone, un messaggio di chiusura ma la crisi non sarà superata se non facendo emergere i principi di collettività e cambiamento.
“Il cammino della Sinistra è difficile ma necessario. Abbiamo fatto degli errori ma il prezzo che abbiamo pagato (l’uscita dal governo, ndr) sta facendo male al Paese. Perché la Sinistra è l’unica che si fa ancora carico delle battaglie di libertà coniugando diritti sociali e civili”.
L’esclusione dal sistema in seguito al voto delle scorse politiche e una politica “accentratrice” non hanno sortito altro effetto che “quello di rendere il Parlamento un luogo vuoto, senza poteri e privo del contatto con il popolo”. Qui, secondo la De Simone, sorge il vero problema della crisi della democrazia che, associata alla crisi economica e sociale sfocia in un individualismo sempre pronto a prendere il sopravvento. Da qui l’assunto: “Una sinistra che ha l’ambizione di ricostruirsi e ricostruire il rapporto con il Paese non può rinascere se non partendo dal tema della libertà”.