Tesseramento Pd – Fierro: “Assenza di trasparenza”

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Avellino – I componenti della Commissione Provinciale di Garanzia sul tesseramento che fanno riferimento alla mozione Bersani non hanno votato l’anagrafe degli iscritti del PD irpino.
Una decisione la cui “gravità” non sfugge a Lucio Fierro, Pasquale Gallicchio, Anna Marro e Valentina Paris anche in relazione alle norme di garanzia che in questo caso “rendono non valida l’approvazione e rimettono le decisioni alle istanze superiori, regionali e nazionali ancora una volta accendendo in maniera sbagliata riflettori su una realtà campana del PD”.
“Ripetutamente – hanno spiegato – avevamo richiesto, in sede di riunione dell’organismo ed anche attraverso note scritte, che nella consegna dei modelli per la iscrizione fossero rispettate le norme poste a garanzia della trasparenza e della serietà del tesseramento stesso.
Ci siamo trovati di fronte alla impossibilità di sapere che fine avesse fatto un pacchetto di tessere rimasto nella disponibilità dell’ex segretario; abbiamo registrato un illegittimo proliferare di centri di distribuzione delle cedole e, in particolare per i circoli il cui segretario non apparteneva alla componente franceschiniana, alla attivazione di ‘strani’ collettori di adesioni fuori dai circoli stessi, ad un ruolo anomalo dei sindaci, divenuti in più luoghi una sorta di segretari vicari.
Ci è stato impedito un controllo giornaliero della distribuzione.
Si è con pervicacia respinta la richiesta di esaminare e decidere sui ricorsi presentati, in particolare quelli su Atripalda, Bisaccia, Lauro, Montefredane, Montemiletto, Serino.
Era possibile, così come avevamo richiesto, assumere regole di contenimento delle cedole in rapporto ad un dato oggettivo, quello dei voti riportati dal PD nelle ultime elezioni europee. Era possibile costruire un canale di accesso individuale e verificabile. Si è scelta una strada vecchia, quella dei ‘pacchetti’, che determina un tesseramento assolutamente avulso dalla reale rappresentatività politica dei circoli, soprattutto con il ‘gonfiamento’ oltre ogni buon senso, delle iscrizioni in città.
E’ una strada sbagliata, per il clima che determina per la campagna congressuale ma soprattutto per come ha allontanato e allontana dal PD individualità che pure guardano con interesse al nuovo soggetto politico ed al suo percorso congressuale di ri-definizione.
Di tutto questo la responsabilità è di chi ha operato le scelte e che con pervicacia insiste nel fare del congresso una assemblea di azionisti con la conta delle cedole”.

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