Terzo mandato: la Cassazione boccia, i sindaci sfidano la legge

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Terzo mandato, la Corte di Cassazione conferma il no alla ricandidatura dei sindaci dopo due legislature. E’ avvenuto a Castelbottaccio un piccolo comune di 976 anime in provincia di Campobasso dove la Suprema Corte ha dichiarato la decadenza del primo cittadino Amerigo Niro. In questi casi, la Corte precisa che il prefetto ha tutte le carte in regola per intervenire. Una sentenza che scuote l’opinione pubblica a cinque giorni dal rinnovo dei civici consessi e che non poteva non aprire il dibattito tra i candidati del ‘terzo mandato’. A tal proposito abbiamo raggiunto telefonicamente l’aspirante sindaco di Casalbore Eugenio Salvatore che spiega le diverse interpretazioni in materia. “Per quanto riguarda i tre gradi di giudizio, nel momento in cui il ricorso arriva in corte d’Appello, già si dovrebbe procedere alle nuove elezioni. Cosa che non è accaduta per il Comune molisano che costituisce un’eccezione perché si è volutamente attendere il giudizio della Cassazione. La legge riguardo al terzo mandato è vacante perché non vi è ad oggi un Organo deputato ad individuare l’ineleggibilità del sindaco. Bisogna intervenire sulla norma e mettere alla prova le forze politiche che finora hanno manifestato di essere d’accordo con il terzo mandato. La limitazione la trovo ingiusta innanzitutto perché è parziale. E’ relativa a Comuni e Provincia e non agli altri Enti. E’ una forte limitazione della libertà elettorale”. Vito Vingo primo cittadino di Santo Stefano del Sole: “La nostra è una battaglia di democrazia”. Intanto arriva dalla Prefettura l’informazione relativa ai dati elettorali delle amministrative che potranno essere consultati su www.utgav.it.

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