Irpinia – Terzo mandato: dopo dubbi e sollecitazioni arriva l’intervento del Prefetto Costantino Ippolito. Una nota inviata nei giorni scorsi ai quattro sindaci che andranno a ricoprire il terzo mandato amministrativo: Eugenio Salvatore (Casalbore), Vito Vingo (Santo Stefano del Sole), Giovanni Colucci (Mugnano del Cardinale) e Antonio Napolitano (Sirignano). Ma nonostante il ‘caso’ scoppiato intorno al limite del terzo mandato, nessun rischio sembra offuscare la nomina dei quattro sindaci irpini. Nella nota, infatti, il Prefetto invita, come impone la legge, i Consigli comunali interessati a prendere atto delle cause di ineleggibilità dei primi cittadini. Il tutto partendo da un recente e ormai consolidato orientamento giurisprudenziale della Corte di Cassazione – articolo 51 del testo unico 267/2000 – il quale al secondo comma statuisce espressamente che ‘chi ha ricoperto per due mandati consecutivi la carica di sindaco e di presidente della Provincia non è, allo scadere del secondo mandato, immediatamente rieleggibile alle medesime cariche’. Tuttavia l’attenzione va immediatamente catalizzata sull’articolo 41 del Tuel, tante volte richiamato, che chiama in appello il Consiglio esclusivamente per ‘dichiarare’ l’ineleggibilità del sindaco neo eletto. Una dichiarazione di ineleggibilità che tuttavia non è sinonimo di invalidazione della nomina. Di conseguenza è facile comprendere come, nel caso della nota del Prefetto, possa trattarsi di un atto puramente formale. Il Consiglio, infatti, non è ritenuto dalla legge un organo competente a sollevare questo tipo di caso ma è deputato, anzi obbligato, a prendere atto della posizione del sindaco ed a renderla nota alla cittadinanza. In questo caso, dunque, tirando le somme a livello locale, sembra che i quattro primi cittadini possano davvero dormire sonni tranquilli. Non essendo neofiti della vita politico-amministrativa, e soprattutto essendo a conoscenza in maniera capillare di tutta la giurisprudenza legata al caso terzo mandato, hanno necessariamente preso le dovute precauzioni. Ed in questo caso più che di precauzioni può tranquillamente parlarsi di un iter obbligato diretto soprattutto ad evitare sorprese post-elettorali. La posizione dei primi cittadini, infatti, era già stata illustrata all’elettorato e ribadita a chi di competenza in sede di programmazione. Un atteggiamento trasparente che ha quindi evitato di mettere a rischio la posizione dei neo eletti. Appare dunque chiaro che il clamore creato intorno alla nota di Ippolito non è comunque da ritenere un atto invalidante delle elezioni appena avvenute ma piuttosto una forma di cautela a cui lo stesso Prefetto era obbligato per legge. “Siamo tranquilli – ha spiegato il sindaco di Casalbore Eugenio Salvatore – Abbiamo agito con trasparenza, il nostro elettorato e i componenti del Consiglio erano a conoscenza della nostra posizione. Ora l’assise dovrà solo prenderne pubblicamente atto”. Tirando le somme, dunque, le assisi comunali convocate per il prossimo 15 giugno oltre ad illustrare e prendere atto delle cause di ineleggibilità avranno l’ulteriore scopo di convalidare gli eletti. Intanto la ‘battaglia di democrazia’ intrapresa dall’Anci continua a raccogliere i suoi frutti. Nel corso della riunione con il Presidente Romano Prodi e’ stata condivisa la necessità di rivolgere a tutti i partiti presenti in Parlamento la richiesta di sostegno all’iniziativa di Anci ed Anpci e di sostenere nelle sedi istituzionali proprie l’iniziativa parlamentare che l’Anci, da parte sua, proporrà sia emendata, eliminando il vincolo del mandato per tutti i sindaci e non solo per quelli dei piccoli Comuni.
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