La vicenda dei quattro sindaci ineleggibili della provincia di Avellino (Casalbore, Sirignano, Santo Stefano del Sole e Mugnano del Cardinale) diventa ancora più complicata dopo la nota inviata dal Prefetto di Avellino, che invita i Consigli comunali interessati a prendere atto delle cause di ineleggibilità dei primi cittadini. Una situazione che, come evidenzia Claudio Rossano, in quota Forza Italia, mette “… i consiglieri eletti di fronte ad una scelta drammatica: o prendono atto della ineleggibilità del sindaco, facendo di fatto decadere il Consiglio da poco eletto, o si rendono essi stessi partecipi di una palese illegalità, segnalata peraltro dal Prefetto stesso… Non può essere accettata la tesi – avanzata da qualche sindaco – che il Consiglio rimanga in carica dopo che lo stesso è stato dichiarato ineleggibile, in quanto vi sarebbe un vice sindaco a proseguire l’attività amministrativa; la nomina del vice sindaco – effettuata da un sindaco ineleggibile – sarebbe di fatto anche essa un atto palesemente nullo in quanto effettuato da un soggetto privo di ogni requisito. Del resto le cause di incandidabilità, ineleggibilità ed incompatibilità, nel sistema attuale, sono tassative e, come ha più volte precisato anche la giurisprudenza costituzionale, è vietata la possibilità di ricorrere ad interpretazioni estensive o analogiche. E davvero sono prive di ogni pregio giuridico quelle valutazioni – fatte forse per illudere il proprio elettorato – che rimandano ad una possibile modifica della norma che vieta il terzo mandato. La modifica del Testo unico degli Enti Locali non potrebbe mai avere carattere di retroattività. E credo che tale fatto sia noto anche all’On. Crapolicchio, che vuol far varare una stranissima norma di sospensione dei procedimenti giuridici in atto nei confronti dei sindaci rieletti al terzo mandato pur essendo ineleggibili”. Insomma diverse le tesi in merito alle quali si dovrà fare chiarezza.