Teora – (di Luca Guarracino) – Teatro comunale affollato con amici, curiosi e…osservatori. Salvatore Grasso come promesso anticipando gli altri concorrenti per la carica a primo cittadino, sabato scorso si è presentato ai teoresi sull’ambizioso tema “Teora e il suo futuro”. La lunga premessa che ha anticipato il dibatttito è stata incentrata su alcuni paletti fondamentali. In primis, la sua storia, il suo amore per il paese e il tentativo di sgomberare gli “equivoci” sorti dal pettegolezzo degli avversari sulle sue origini e la sua effettiva presenza nella realtà locale. Grasso, apparso per molti versi emozionato e teso nella fase iniziale, ha poi iniziato a sviluppare i temi della presenza della squadra che correrà per le prossime comunali. Innanzitutto per fare “pulizia” di coloro che da circa un ventennio hanno gravi responsabilità sulla scarsa vivibilità e sul mancato sviluppo del paese. Un paese che “langue, con pochi occupati e…i pochi hanno dovuto ripiegare a fare gli operai”. Solleticando l’orgoglio locale, ha invitato a riflettere sull’emarginazione di Teora dai posti che contano, dagli amministrativi ai quadri dirigenziali, come “se a Teora, nessuno è diplomato e laureato”. I motivi di tali esclusioni, sono da ricercarsi per Grasso, “nell’incapacità della classe politica locale, che non ha saputo proiettare il paese nelle relazioni che contano”. Una sorta di implicita sottomissione verso tutti e…tutto. Su questo punto, l’affondo: “ Rinunceremo tutti a qualsiasi indennità, tranne qualche piccola spesa di rappresentanza, ma terremo presente Teora in ogni tipo di trattativa. Perché, ha aggiunto- non ho figli, moglie, o parenti da sistemare…”. Sui programmi futuri, la possibilità di convegni universitari, insediamenti occupazionali che saranno resi noti in campagna elettorale, sviluppo di nuovi corsi e soluzioni per i commercianti, referendum e partecipazione della popolazione sui diversi aspetti ambientali, come il caso delle pale eoliche, aperture ai tecnici locali per progetti di intervento nel paese. Sul piano politico, Grasso ha premesso di essere disponibile “ad ascoltare i diversi interlocutori che contano, ma senza “ridimensionare” lo spessore e le potenzialità del paese”. Presenti in sala, tra gli altri, Rosetta Casciano, il sindaco uscente Di Domenico e come riferito in premessa, molti osservatori. Una cosa è certa: Grasso non è isolato. Il suo tuffo nell’humus populista e delle tensioni sociali che hanno lacerato Teora negli ultimi anni, può rappresentare la sfida che “il silenzio della gente” attende per rilanciarsi e per … fare uscire allo scoperto antiche e ritrovate amicizie e gli equivoci che, a dire di molti, hanno rallentato la visibilità del paese.
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