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Teora – Al Teatro comunale: “Il cavaliere delle dame”

Teora – Lo spettacolo, con la regia di Mirko Di Martino, raccoglie due farse filosofiche di Eugène Labiche, due divertenti commedie che ironizzano sui grandi temi della verità e della solidarietà. Dopo i consensi di critica e di pubblico ricevuti al Teatro Sancarluccio di Napoli con “Il Fulmine nella terra”, il Teatro dell’Osso presenta al pubblico irpino una novità assoluta: “Il Cavaliere delle dame”, un’originale commedia in scena al Teatro comunale di Teora sabato 18 alle ore 21 e domenica 19 dicembre alle ore 18.30, con la regia di Mirko Di Martino. Lo spettacolo, che segna il secondo appuntamento della stagione del teatro di Teora, raccoglie due atti unici di Eugène Labiche: “Il Misantropo e l’acquaiuolo” e “Il cavaliere delle dame”, due “farse filosfiche” che si divertono a prendere in giro le ipocrisie e i falsi moralisti della società borghese raccontando i grandi temi della verità e dell’ipocrisia, della filantropia e della misantropia, con leggerezza e intelligenza. Sono cinque gli attori in scena, Orazio Cerino, Melissa Di Genova, Loretta Palo, Antonio Lo Conte e Emilio Polcaro, che si alternano nell’interpretazione dei vari ruoli dei due atti unici. Il primo atto, “Il Misantropo e l’acquaiuolo”, è dominato dalla figura del protagonista, un uomo che odia il genere umano, convinto che i suoi simili siano tutti falsi e ipocriti. Quando conosce per caso un acquaiuolo, si convince di aver finalmente trovato un uomo onesto e lo prende al suo servizio con il compito di stargli accanto e svelare qualunque bugia, da qualunque parte provenga. Il misantropo scoprirà ben presto che la verità, a grandi dosi, può fare molto male, a lui per primo. Il secondo atto, “Il cavaliere delle dame”, porta in scena le disavventure di un goffo barone deciso ad aiutare il genere femminile ovunque gli pare che ce ne sia bisogno, anche là dove il suo intervento non sarebbe affatto richiesto. Per lui, aver macchiato di fango con il suo cavallo il vestito di una bella donna che attraversava la strada è una colpa insopportabile. La povera donna finirà vittima degli eccessi filantropici del barone. Tra lettere compromettenti, cofanetti che appaiono e scompaiono, travestimenti veri e falsi, gli equivoci si accumulano l’uno sull’altro. Lo spettacolo porta in scena due meccanismi comici dove il divertimento del vaudeville si unisce a una pungente satira dei costumi borghesi, secondo la migliore tradizione del teatro francese, di cui Labiche, per quanto poco noto in Italia, è uno dei massimi rappresentanti, notissimo in Francia.

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