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Tavolo Sviluppo,unità d’intenti e 5 priorità da sottoporre a Caldoro

Avellino – La prossima settimana i componenti del Tavolo per lo Sviluppo in Irpinia saranno dal Governatore regionale Stefano Caldoro con un documento unitario contenente le priorità della provincia di Avellino e con il quale si ‘sfiderà’ l’Ente Regione a dare risposte immediate in termini di tempo e copertura finanziaria rispetto alle medesime.
E’ quanto emerso dal summit svoltosi a Palazzo Caracciolo questa mattina; al tavolo erano presenti tutte le organizzazioni sindacali, i rappresenti dell’Ente Provincia, organizzazioni datoriali e degli imprenditori e il numero uno di Confindustria Campania Sabino Basso che negli ultimi giorni aveva chiesto il sostegno della Regione Campania per la pronta convocazione della ‘vertenza Irpinia’ a Palazzo Santa Lucia a Napoli.

Cinque i punti trattati che verranno sottoposti all’attenzione di Caldoro. Si parte dalla questione dell’Alta Capacità, capitolo in cui il Tavolo chiederà alla Regione che vi sia al più presto la formalizzazione di una delibera che ripristini la fermata ‘Irpinia’. Per le reti idriche verrà chiesta la priorità su progetti già presentati. E poi ancora, in materia di infrastrutture, i riflettori verranno puntati sulla Lioni Grottaminarda e sulla Pianodardine Paolisi. In ultimo la questione della bonifca dell’area dell’ex Isochimica. “Perfetta sintonia e unione d’intenti”, è stato il commento dei sindacati all’esito dell’incontro.

Di seguito il testo del documento firmato stamane dai sindacati, Confindustria, Cna, Confartigianato.

“Dopo ampia discussione, unanimemente si conviene sulla seguente risoluzione:

Il Tavolo del Patto per lo sviluppo avverte l’esigenza che la ripresa autunnale del confronto tra le forze sociali irpine e le istituzioni conosca una accelerazione tale da portare a decisioni concrete immediate in grado di porre un argine agli effetti devastanti della crisi e per riavviare un percorso virtuoso di rilancio.

Il lavoro fatto in questi mesi è stato positivo, non solo per il metodo originale di offrire alle istituzioni decidenti una piattaforma condivisa ma anche per i primi risultati su questioni di contenuto che tale metodo ha consentito di conseguire.

La gravità dei problemi, però, richiede un cambio di passo: il confronto che si riavvia dopo le incertezze normali per una fase segnata da un passaggio elettorale, ha bisogno di recuperare il tempo trascorso ed offrire alla comunità irpina prime e concrete risposte.

Il Tavolo è consapevole che sul tappeto i nodi irrisolti sono molti e di particolare gravità: dalle crisi industriali aperte, Irisbus prima delle altre, alla situazione occupazionale, dal riassetto penalizzante dei servizi (sanità, giustizia, assistenza, trasporti). E sullo sfondo, in rapporto alla nuova programmazione dei fondi comunitari, appare con evidenza come occorra avere uno scatto, da parte di tutti, per un rapido ed incisivo confronto con tutti i livelli decisionali per rendere detta programmazione efficace, rapida e capace di incidere su ritardi e potenzialità della nostra economia e società.

Sono tutte questioni che vanno singolarmente calendarizzate per un confronto di merito non confuso, evitando l’affastellamento del tutto assieme.

Ma, qui ed ora, la priorità è quella di un confronto in tempi ravvicinati, per ottenere decisioni su questioni mature e di particolare rilevanza che possono incidere sulla emergenza ed avviare barlumi di una positiva prospettiva.

Il Tavolo ritiene che si possa e si debba, nelle prossime settimane e non mesi, avere risposte chiare, atti amministrativi, decisioni che producano effetti su almeno le seguenti questioni:

La “porta irpina” e la progettazione del nuovo tracciato del collegamento ferroviario Napoli-Bari. Il pronunciamento della Regione Campania a favore della opzione che abbiamo indicato è, allo stato, inequivoco. Avvertiamo però resistenze e ritardi da parte di RTI e Ministero per rendere operativa tale scelta. Essa va pertanto ribadita da parte della Regione con l’autorevolezza di atti amministrativi puntuali e definita nei suoi tempi di attuazione con un confronto immediato con gli altri soggetti interessati, Ministero e RTI in primo luogo.
Malgrado ripetute assicurazioni ed impegni resta tuttora nel vago cosa sia necessario per il completamento degli assi viari Grottaminarda-Lioni ed Avellino-Paolisi e i tempi perché questo avvenga. Il confronto su tale tema abbisogna della individuazione degli atti da compiere, da parte della Regione in primo luogo, e dall’Anas in secondo luogo per rendere operative decisioni politiche assunte oramai da tempi immemorabili.
La Regione ha definito una procedura accelerata per il recupero di velocità di spesa sui fondi comunitari della programmazione corrente. Si tratta di cifre ingenti destinate dalla Regione stessa a obiettivi di spesa largamente condivisibili. Tra questi, quella della concentrazione su opere di interesse locale appare il capitolo più consistente e quello più significativo anche per gli effetti che una spesa diffusa e concentrata in dodici mesi potrebbe attivare in funzione congiunturale. L’Irpinia è stata marginalizzata dalle scelte precedenti; di fatto esclusa dai cosiddetti “grandi Progetti”. C’è modo di recuperare attraverso una garanzia che ciascuno dei territori regionali si veda assicurata una quota precisa, senza che questo possa comportare una mancata utilizzazione dei fondi in mancanza di progetti cantierabili. Il Tavolo indica, nell’ambito di un plafond equo che si deve attribuire all’Irpinia, la questione dell’intervento sulle reti idriche e fognarie il capitolo di spesa prioritario. Le ragioni sono evidenti e non vanno neppure ulteriormente richiamate. Vi sono i progetti a disposizione, si può spendere subito.
Nell’ambito del punto precedente una rilevanza straordinaria assume la questione del risanamento dall’amianto depositato nell’area ex Isochimica di Avellino. La scelta di dotare l’intervento dei fondi necessari ha priorità assoluta sia con riguardo alla tutela della salute in un area fortemente abitata, ma anche con lo sguardo alle possibilità di riuso di tale area a servizio della città capoluogo e del comprensorio per un immediata disponibilità di suolo già urbanizzato a servizio di attività unicamente manifatturiere, di cui questo territorio è assolutamente carente. L’area Isochimica restituita ad attività produttive è la premessa per un ripensamento del nucleo industriale di Pianodardine e per progetti per la sua rivitalizzazione.

Su questi temi appare urgente richiedere al Presidente della Giunta Regionale Stefano Caldoro di incontrare il tavolo nei prossimi giorni e di tanto dà mandato al Commissario Coppola”.

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