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“Non è ipotizzabile – prosegue il numero uno di Federsanità – che, soprattutto in una fase caratterizzata da una drammatica crisi economica, vengano meno anche i servizi primari alle persone ed alle famiglie, mentre sarebbe ragionevole, proprio ora, garantirli maggiormente ed estenderli. E’ inaccettabile che malati gravi ed utenti in condizioni di disagio siano lasciati completamente soli. I risparmi sui costi dei servizi non possono essere effettuati sulla pelle dei cittadini. Le scelte compiute dal vertice dell’Asl appaiono, quindi, incomprensibili ed irrazionali, ma soprattutto dannose per la collettività. In un’azienda sanitaria che si è contraddistinta per una gestione virtuosa delle risorse finanziarie non si ravvisava alcuna necessità di stringere ulteriormente la cinghia, fino a comprometterne addirittura le funzioni essenziali”.