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Svimez, Petruzziello (Cgil): “La Regione esca dalle sabbie mobili”

Il quadro delineato dal rapporto Svimez presentato ieri, conferma il dramma della Provincia di Avellino e più generalmente della Campania e del Mezzogiorno. I dati delineati dallo studio dell’associazione sono la diretta conseguenza delle dinamiche registrate nell’ultimo anno e non solo, che hanno riguardato l’occupazione, lo sviluppo industriale, l’assetto produttivo provinciale e regionale. La Cgil apprende con preoccupazione quanto confermato dallo studio presentato ieri.

“Non a caso – commenta il segretario provinciale della CGIL di Avellino, Vincenzo Petruzziello – gli ultimi confronti pubblici che hanno visto la CGIL protagonista, hanno rimarcato i dati che solo ieri lo Svimez ha ufficializzato. La desertificazione industriale del Sud Italia e delle aree interne è un processo quasi irreversibile, che da un lato impegna le ultime residue energie per salvare il salvabile, come nel caso della Irisbus di Flumeri, che continua ad essere una delle vertenze più impegnative e per la quale la nostra organizzazione si sta spendendo senza risparmio, ma tale fenomeno deve indurre tutti gli attori, dalle organizzazioni sindacali, agli imprenditori, ai rappresentanti politici ed istituzionali, ad immaginare un nuovo paradigma, per coniugare le possibilità di sviluppo complementare e sussidiario al comparto industriale tradizionale, come quello metalmeccanico. Recentemente – continua Petruzziello – nel corso della Festa del Tesseramento, abbiamo proposto un metodo, riprendendo quello già sperimentato per il Patto per lo Sviluppo e proposto tre parole chiave, che alla luce del Rapporto Svimez assumono rilevanza fondamentale, in quanto corrispondono agli spunti che l’associazione propone per arginare la crisi e superare la fase di recessione.

Ambiente, territorio e piccole comunità rappresentano le linee di indirizzo da seguire per determinare un’inversione di rotta alla deriva recessiva della provincia di Avellino – suggerisce il segretario provinciale della CGIL di Avellino – abbiamo proposto di aprire il confronto al tavolo provinciale per il Patto, recuperando gli step non ancora terminati, riguardo alle infrastrutture, ma allo stesso tempo aprire la discussione su nuovi modelli di sviluppo, in grado di creare un’alternativa complementare alle esperienze industriali.

Valorizzazione dei prodotti tipici, attraverso il potenziamento della filiera e la creazione dei marchi, un programma complessivo con un progetto di ampio respiro sul turismo, la possibilità di legare le nuove esperienze industriali alla futura stazione logistica della valle Ufita, e il potenziamento dei comparti con maggiore vocazione alla ricerca ed all’innovazione, come quello della produzione di energia alternativa (eolico e solare in primis) sono alcuni elementi che abbiamo proposto, che tendono a valorizzare il territorio, a gestire in maniera proficua le risorse già presenti e che consentirebbero di avviare un percorso virtuoso di “riconversione” dell’Irpinia. Ci vuole anche un patto di convergenza tra i livelli istituzionali, governo e regioni e autonomie locali e tra soggetti pubblici e privati che rimettano al centro il tema dell’occupazione – riprende Petruzziello, dalla posizione espressa da Serena Sorrentino della segreteria confederale – Rispetto alle sollecitazioni del sindacato – aggiunge Petruzziello – occorre una risposta ed un impegno concreto da parte delle istituzioni e della politica. L’inesistenza di una politica economica e di un piano e di una strategia industriale insieme all’impoverimento sociale nelle regioni del sud non si compensano solo con un miglior utilizzo dei fondi strutturali. La concentrazione delle risorse e la qualità della spesa soprattutto nel settore dei servizi fondamentali sono sicuramente un punto di rilancio del piano d’azione e coesione, ma non sono sufficienti. Occorre ripristinare il finanziamento ordinario nelle regioni meridionali che oggi è circa il 30% rispetto al 45% che dovrebbe essere l’entità dei trasferimenti di spesa in conto capitale per il Sud”.

La Provincia, per le sue competenze – dice Petruzziello – può immediatamente riconvocare il tavolo del Patto, per integrare la vecchia piattaforma alla luce delle indicazioni del rapporto Svimez, sulle nuove opportunità di sviluppo. Il metodo è già noto ed è quello che ha portato gli unici risultati negli ultimi anni, con la difesa della Linea dell’Alta Capacità e della stazione logistica, e con la programmazione della banda larga ed ultralarga.

Allo stesso tempo, però – conclude Petruzziello – non si può non condannare e sottolineare ancora una volta la pessima gestione delle risorse da parte della regione Campania, l’incapacità nella progettazione della spesa che addirittura ha portato l’Ente di Palazzo Santa Lucia ad essere indicato come il peggiore in Italia nell’impiego delle risorse europee a disposizione del Mezzogiorno.

Una circostanza intollerabile che va al più presto sanata, inserendo la Provincia di Avellino tra i grandi progetti, recuperando la vocazione turistica, enogastronomica e soprattutto l’altra grande occasione che consiste nella valorizzazione della risorsa idrica, a partire dalla ristrutturazione delle reti”.

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