
Che il pronostico fosse chiuso lo si sapeva sin dall’inizio. A casa dei campioni d’Italia di Siena è quasi impossibile vincere, figuriamoci se si è ad inizio stagione, con una squadra completamente nuova, con uno dei suoi campioni a mezzo servizio (Slay) e priva del playmaker titolare. Aldilà delle giustificazioni e degli oggettivi limiti della Scandone ammirata questa sera va riconosciuta ai padroni di casa una padronanza a 360 gradi della pallacanestro, un gioco con pochissimi eguali in tutto il Vecchio Continente, il che li candida di diritto ad un posto sul podio (almeno) nella prossima Eurolega. La Mens Sana è un meccanismo perfetto, impeccabile: un gruppo solido con una base di ‘veterani’ ai quali di anno in anno vengono aggiunte altre gemme. E per il 2008/2009 la dirigenza toscana ha puntato su Domercant e Finley, il primo già di comprovata affidabilità in campo internazionale, il secondo rivelazione lo scorso anno con la sua Solsonica Rieti. I due erano dati come ‘non in perfette condizioni’, ma di certo non si è visto: specialmente Domercant si è dimostrato un eccezionale realizzatore, coinvolto anche in difesa, capace di far male in ogni situazione. Le rotazioni infinite di coach Pianigiani (6 uomini in doppia cifra, 11 andati a canestro) hanno fatto il resto, ma tutto parte dal gioco: in attacco ormai i verdi si muovono su note padroneggiate e conosciute da anni, mentre in difesa la pressione e la concentrazione non scende neanche sul +40. Markovski dal canto suo ha dovuto far di necessità virtù, lanciando nella mischia Tamar Slay malgrado un alluce birichino. Il moro ex Capo d’Orlando fino a quando è riuscito a stare in campo ha non ha certo sfigurato, grazie ad un arresto e tiro di pulizia ed efficacia assoluta. Poi ci si è messa anche la sfortuna: colpo al piede operato e Slay tenuto precauzionalmente a riposo visto che ormai la partita era bella che compromessa. Unica certezza per il coach irpino è Chris Warren: il prodotto di South Caroline sarà senza ombra di dubbio uno dei protagonisti del campionato prossimo venturo. In alcune fasi del match l’attacco degli ospiti si è tutto appoggiato sulle sue spalle e sulle sue veementi penetrazioni generate da ‘hand off’ (passaggi consegnati) a sei metri dal canestro. Il vero limite della Scandone, evidenziato dalla mancanza di uomini, è stata la difesa sul pick and roll di casa. McIntyre (poi nominato Mvp della competizione) lo ha interpretato alla perfezione punendo puntualmente ogni scelta della retroguardia biancoverde. Markovski ha provato in tutti i modi a non dare punti di riferimento a T-Mac, cambiando su ogni situazione e obbligandolo di conseguenza a delle scelte. Ma Mc Intyre ormai in questi tre anni ha montato al posto del cervello un radar per trovare i compagni e, complice anche la non perfetta esecuzione avellinese, con gli inviti al tiro ci è andato a nozze. Porta nei primi 20 minuti è passato sempre dietro al bloccante, concedendo tiri comodi che campioni come il regista senese non possono rifiutare. Ma il problema ha riguardato anche la complessa marcatura di Lavrinovic, cestista che è un rebus per tutte le squadre d’Eurolega, figurarsi per Avellino quando il lituano ha agito da ‘5’ contro Eric Williams. Le statistiche (60% da 2 e 62% da 3) danno la giusta dimensione matematica alle lacune dell’Air in fase di non possesso. In attacco, fino a quando ci son stati i due colored Slay e Warren a tirare la carretta per tutti, la Scandone non è dispiaciuta. Ma la scarsa mobilità dei lunghi e soprattutto la mancanza del play titolare hanno impedito agli ospiti di essere costanti. Partita compromessa dopo neanche 5’ minuti con un 14-0 di parziale griffato Domercant. Warren costretto a sedersi presto per falli e l’infortunio occorso a Slay hanno praticamente scritto la parola ‘fine’ dopo soli 18’. Il +43 Siena dopo 37’ è stato l’apice raggiunto dai padroni di casa, cannibali sazi abbastanza che hanno concesso ai biancoverdi gli ultimi minuti per ‘boccheggiare’, risparmiando così l’umiliazione toccata a Treviso esattamente un anno fa nella stessa gara. Ma a Palazzo Ercolino non si fanno drammi: ora si aspetta Travis Best per dare armonia e uniformità alla squadra in vista del debutto in campionato, ormai alle porte.
MontePaschi Siena – Air Scandone Avellino 108-72
(25-14; 52-34; 76-49; 108-79)
Tabellini:
MontePaschi Siena: Lechthaler 4, Carraretto 9, Finley 10, Centanni, Ress 4, Eze 8, McIntryre 16, Domercant 15, Sato 11, Stonerook 5, Kaukenas 13, Lavrinovic 13. All: Pianigiani
Air Scandone Avellino: Warren 18, Tusek 8, Crosariol 4, Lisicky 3, Williams 14, Slay 9, Napodano, Cinciarini 6, Porta 4, Radulovic 6. All: Markovski.