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Summonte – La perla del Partenio in una sagra dalle antiche radici

Summonte – Inserita lungo le vie del piccolo borgo medievale, in una stupenda cornice tipicamente montana, si svolge la 23° sagra della castagna la cui caratteristica è quella, sia di esaltare e festeggiare la castagna del Partenio, che è stata per secoli uno dei nutrimenti principali dei summontesi, sia di mostrare le amenità del paese. Il 16 ottobre, le stradine del centro storico si coloreranno di visitatori, ai quali verranno offerti piatti davvero unici. Saranno preparati dalle sapienti mani delle massaie del luogo: gustosissimi dolci, tutti a base di castagnaccio summontese, nonché caldarroste, castagne flambé e le immancabili ballotte che come da tradizione vengono donate a tutti i visitatori. Non manca l’angolo gastronomico con: cecatielli, salsicce ed arrosti alla brace e con altri prodotti tipici, tutto innaffiato dal vino Aglianico e Piedirosso. Il tutto con tanta musica, balli e canti. Si potrà visitare la torre medievale, che offre un panorama meraviglioso di tutta l’Irpinia, e la chiesa dell’Annunziata del XVII secolo con il suo imponente altare barocco. La prima sagra della castagna si tenne nell’anno 1982 per iniziativa di alcuni giovani Summontesi, spinti da quel desiderio di rinascita che pervase tutta l’Irpinia nel periodo successivo al terremoto del 23 novembre 1980. Si sentiva l’esigenza di costruire qualcosa che accomunasse e unisse per ritrovare le radici del passato, che il terremoto in un certo modo aveva portato via. Con questo spirito si diedero vita a varie iniziative, tra queste la rappresentazione della “Canzone di Zeza”, antichissima farsa carnevalesca che aveva le sue origini nella commedia dell’arte ed ancora più a ritroso nelle atellane. Sull’onda del successo avuto con la “Zeza”, si organizzò la sagra della castagna, sia per esaltare un frutto, che aveva costituito per secoli una fonte di sostentamento per i summontesi, e sia per far conoscere l’amenità di Summonte. Il successo ottenuto con la prima Sagra fu di stimolo per continuare e migliorare ciò che era nato quasi per caso, senz’alcuna esperienza nel campo ed in modo del tutto spontaneo. Ora la sagra è nel suo genere tra quelle che richiamano più visitatori, tanto d’aver superato i confini regionali e di essere dai più definita la “Regina delle Sagre”.

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