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Non si dichiara soddisfatto il dottor Basagni che non ha ricevuto dal summit le risposte che aspettava. “Non ho ricevuto risposte risolutive rispetto alle questioni che ho illustrato – ha spiegato – Si è trattato, sia chiaro, di questioni di ordine politico e non di richieste”. Alla base dell’agire un “forte senso di responsabilità”. “Un chiarimento è d’obbligo – ha continuato – Non si può ritenere utile a parole l’apporto fornito dall’Unione di Centro senza riconoscere una adeguata rappresentanza. Questo è un principio elementare della politica”.
E l’Unione di Centro ha comunque, dati alla mano, le sue pedine da muovere: “Abbiamo numeri ed idee, caratteristiche fondamentali per rendere legittimo il nostro diritto di partecipazione alla vita amministrativa della città. Invece non ci è stata proposta alcuna condizione in merito ai ruoli”.
Sulla questione politica Basagni non transige. “Siamo la continuazione di un mandato consegnato dagli elettori nel 2004, e che con le stesse condizioni, di uomini di centro, continuiamo a portare avanti, con senso di responsabilità, lo stesso che chiediamo al sindaco che appoggiamo e a cui diamo tutta la nostra fiducia. Invece siamo sottostimati, tenuto conto del gruppo, parlando in termini quantitativi e qualitativi. Siamo in nove, dell’Unione di centro. Con un confronto aperto con Romei, che fa parte dell’Udc e con il quale intendiamo costruire un percorso comune che tende al raggiungimento di un obiettivo: costruire una grande forza di centro, fermo restando le differenziazioni del mandato elettorale”.