Monteforte I. – Successo per la manifestazione del Pd a Monteforte. Dopo i saluti del segretario del circolo Franco Tevere, che si è appellato alla grande responsabilità che grava sui candidati, il consigliere comunale di centrosinistra per Monteforte Martino della Bella, ha inquadrato il clima di antipolitica in cui si svolgono queste elezioni. “Bisogna partire da moralità e legalità per iniziare una nuova stagione della politica” ha dichiarato, concludendo con le battaglie che il gruppo consiliare sta portando avanti, con successo, in paese e con la richiesta di attenzione da parte di chi ci rappresenterà in Parlamento su queste piccole realtà locali.
“Non è il momento di guardare a formazioni minori, finendo per gettare via il proprio voto, non è il momento per il voto di protesta o di testimonianza” ha ricordato con calore la segretaria provinciale del PD Caterina Lengua, intervenuta per sostenere l’iniziativa del circolo. E ha continuato: “Questa provincia sta guardando al Partito Democratico come all’unica speranza, mentre tutta l’Italia è di fronte a un bivio, per le scelte elettorali. Tutte le sale in cui abbiamo incontrato gli elettori erano gremite e il Teatro Gesualdo per l’incontro con Bersani si è riempito da solo, traboccando all’esterno. Non abbiamo organizzato neanche un pullman come partito. E in Irpinia questo significa molto”.
Il primo candidato a intervenire è stato Luigi Famiglietti, sindaco di Frigento, in lista per la Camera dei Deputati. Dopo aver tracciato le prospettive che le amministrazioni hanno, nonostante il patto di stabilità, nell’accesso ai Fondi Europei, con una programmazione comprensoriale, ha dichiarato “Noi amministratori abbiamo giocato sempre in difesa, schierandoci contro i provvedimenti che ledevano i nostri territori, ma ora dobbiamo giocare in contropiede e agire in modo concreto. E’ finito il tempo delle deleghe in bianco, noi del Mezzogiorno dobbiamo correre più veloci per recuperare il gap, sfruttando proprio la risorsa dei fondi europei che sono costituiti proprio dai risparmi del patto di stabilità. Sarebbe assurdo non farlo e resteremmo, come lo siamo ora, penalizzati due volte”. Sulla polemica suscitata dall’uscita di Galasso dal partito ha voluto, poi, chiarire che il suo paragone con De Mita era pertinente in quanto anche altri hanno perso la sfida delle primarie ma non hanno reagito come ha fatto lui e come fece a suo tempo De Mita. “Renzi non è scappato con il pallone, dopo le primarie” ha quindi concluso.
Per Valentina Paris, dirigente nazionale del Partito e anche lei candidata per la Camera, durante la campagna elettorale la cosa più grave è aver incontrato gente stanca della politica che non sapeva se votare o no. Il suo impegno, ha dichiarato, inizierà col cercare di sovvertire tre dogmi che hanno danneggiato l’Italia. Il primo quello secondo cui gli impiegati pubblici sono dei fannulloni; il secondo per cui la Sanità pubblica sarebbe peggiore della privata e il terzo che la politica, appunto, sia cosa da evitare per non sporcarsi. Queste cose, secondo la Paris, avrebbero creato dei danni anche nelle scelte dell’ultimo governo. Starà al Partito Democratico indicare, nelle azioni di governo, che le difficoltà economiche si possono affrontare in modo diverso, facendo scelte diverse per ridurre la spesa. “Il lavoro è al centro degli interessi di questa campagna elettorale, perché il problema dei lavoratori, in qualsiasi ambito operino, è quello che ci sta più a cuore” ha affermato, sfatando anche la convinzione che per lavorare i giovani siano costretti ad abbandonare il proprio Paese.
