Successo irpino a Ginevra: due arianesi al Cern

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Potremmo definirlo l’esperimento del secolo, se non del millennio. Dopo infinite teorie e attenti studi, finalmente gli scienziati del Cern di Ginevra sono riusciti a provocare una collisione tra particelle di protoni, dopo quasi un anno di blocco a causa di un problema tecnico. L’acceleratore LHC (Large Hadron Collider) di Ginevra ha effettuato – con immenso successo – il suo primo esperimento sotto un tunnel di 27 chilometri al confine tra Francia e Svizzera, nella notte del 20 novembre 2009, con l’intento di scoprire come è nato l’universo. Impresa ardua che ha visto, tra i suoi innumerevoli “collaboratori”, due arianesi: il fisico delle particelle Michele De Gruttola (anno 1983) e l’ingegnere software Roberto Agostino Vitillo (anno 1985).
“LHC – ci ha spiegato lo stesso dott. De Gruttola – da oggi e’ l’acceleratore di particelle piu’ potente del mondo ma molti test vanno ancora fatti, e tanto lavoro e’ previsto. I primi risultati interessanti arriveranno il prossimo anno”.
Il dottor De Gruttola lavora all’esperimento CMS per conto dell’INFN di Napoli ed il dottor Vitillo lavora all’esperimento ATLAS per conto dell’INFN di Pisa; entrambi gli esperimenti sono coordinati dal Cern per un unico progetto, l’acceleratore LHC.
Pur lavorando in contesti regionali differenti, le loro congruenze sono, oltre alla innata passione per la scienza e di tutto ciò che concerne questo affascinante ed ignoto Universo, le origini arianesi. Sono due giovani laureati che collaborando all’esperimento più innovativo del millennio, il quale ha, tra i suoi obiettivi, lo studio delle nostre più remote origini: scoprire come prese forma l’universo, dopo che il Big Bang, 13,7 miliardi di anni fa, polverizzò la materia ad altissime velocità e sprigionando enormi quantità di energia che poi, appunto, hanno prodotto il sole, le stelle, i pianeti e la vita stessa.

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