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La giovane e l’imputato 20enne irpino Francesco Tuccia, si sono ritrovati nell’aula del Tribunale dell’Aquila. Il giovane – che è accusato anche di aver lasciato la ragazza in uno stato di incoscienza tra le neve ed in una pozza di sangue – è giudicato con il rito immediato. L’udienza di oggi è stata incentrata sulle testimonianze dell’accusa, e in particolare sull’audizione della vittima e della sua amica, con la quale era andata a ballare. L’udienza è stata aggiornata al 31 gennaio data nella quale verrà sentito l’imputato ed i testimoni della difesa.
Nella stessa data è prevista la requisitoria del pm e quasi certamente la sentenza. Ad aiutare la ragazza subito dopo lo stupro, alcuni addetti alla sicurezza della discoteca. Erano stati gli stessi dopo poco ad avvertire il personale medico del 118 e a bloccare l’auto dove si trovava Tuccia con altri amici, questi ultimi risultati estranei alla violenza.
Tuccia, arrestato dopo circa una settimana (ex militare del 33/Esimo Reggimento artiglieria terrestre ‘Acqui’ dell’Aquila) era stato rinchiuso al carcere di Teramo, nella stessa cella in cui si trovava Salvatore Parolisi, il militare poi condannato all’ergastolo per l’omicidio della moglie Melania Rea. Tre mesi e mezzo dopo il 22enne aveva ottenuto i domiciliari, una decisione, questa, che aveva provocato pesanti polemiche e suscitato forte sdegno nell’opinione pubblica.