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Come riscontrato da recenti studi, monitorando questa molecola con un farmaco specifico, il 5-10 per cento dei pazienti, per lo più donne e non fumatori, hanno riscontrato risultati migliori fino al 50 per cento rispetto al tradizionale uso della chemioterapia, oltre ad averne eliminato gli effetti collaterali. Il riconoscimento, assegnato dalle società scientifiche europee (tra cui l’Esmo) ai due centri campani, è tanto più importante in quanto, come sottolinea in una nota Nicola Normanno, responsabile del Laboratorio di Farmacologia dei due istituti, è stato raggiunto grazie soprattutto al lavoro dei ricercatori precari, oltre, ovviamente all’impegno di un’equipe multidisciplinare.