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Studio dello storico Fiorentino Pietro Giovino pubblicato in Croazia

La saga della nobile famiglia Zamagna rivive nelle pagine di Fiorentino Pietro Giovino, pubblicata in lingua inglese (Ragusan nobility in Southern Italy (1681-1905): the Zamagna Barons in Prata di Principato Ultra) e croata (traduzione a cura di Mihaela Vekaric), per gli annali dell’Istituto di Scienze Storiche di Dubrovnik. È la storia stessa di Prata raccontata attraverso la successione feudale tra il XVII e gli inizi del XX secolo dove si mette in risalto il vissuto dei baroni ragusei nel contesto di quasi tre secoli di vicende mediterranee. Dal Palazzo ai possedimenti rurali, dai monumenti alle opere pie, lo studio ripercorre uno spaccato poco conosciuto del borgo irpino. All’interno di un’asta condotta nel 1681, il nobile raguseo Savino (Sabo) Zamagna (1615-1690), figlio di Serafino, decise di acquistare la baronia di Prata per 45.000 ducati comprendenti i feudi di Castelmozzo e Bosco Bottazzo. Fino al 1854 il feudo rimase proprietà degli eredi dello Zamagna, quando per discendenza materna divenne possedimento di Nicola Gradi (1827-1885). Per due secoli, la nobiltà ragusea gestì i propri affari nelle instabili circostanze politiche ed economiche del Regno di Napoli sino ad incontrare la propria rovina con la crisi economica scoppiata alla fine del XIX secolo. Il saggio in oggetto analizza l’evoluzione della proprietà di Prata da residenza nobiliare ad eredità spartita all’alba del XX secolo. La medesima attenzione con la quale è stato condotto lo studio sulla famiglia ragusea, è stata riservata anche alle relazioni tra il Regno di Napoli e la Repubblica di Ragusa (Dubrovnik): gli Zamagna restarono sempre in contatto con la madrepatria dal momento che ne furono rappresentanti a Napoli fino alla caduta della stessa Repubblica dalmata nel 1808. Un accurato corredo iconografico e la ricerca dei documenti d’archivio all’interno del saggio attestano il mecenatismo e il fasto degli Zamagna. Fiorentino Pietro Giovino, dopo essersi dedicato all’analisi critica del brano di Al-Idrisi relativo all’Irpinia (edito sul prestigioso Journal Of Ancient Topography), ha legato il suo nome allo studio delle vicende storiche relative alla presenza ragusea nel Regno di Napoli, in particolare nel Principato Ultra, di cui uno scritto pubblicato da Vicum sul Palazzo Baronale di Prata ha restituito cenni ed evoluzioni storiche del monumento. Alla presenza dei nuovi dati raccolti, una commissione dell’Istituto Croato ha ritenuto opportuno tradurre e pubblicare l’analisi dello studioso irpino sulla prestigiosa rivista “Dubrovnik Annals”.

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