
Lauro – La Cassazione ha confermato tutte le condanne per le quattro donne del Clan Graziano per aver partecipato alla strage del 26 maggio 2002. I Giudici della Suprema Corte di Cassazione hanno confermato l’ergastolo per Alba Scibelli, la vedova di Eugenio Graziano il figlio di Salvatore Luigi Graziano, assistita dall’avvocato Senense; per le figlie Chiara e Stefania, invece, è stata confermata la riduzione dai sedici anni ai dieci anni di reclusione. Per la moglie del boss Luigi Salvatore Graziano, Chiara Manzi difesa dall’avvocato Massimo Preziosi la Cassazione ha deciso la condanna a dieci anni e otto mesi riducendo la pena, ottenuta in primo e secondo grado a sedici anni di reclusione, in quanto i Giudici hanno escluso l’aggravante della premeditazione. Era il 26 maggio del 2002 quando alle 20.30 un Via Cassese le donne dei due Clan rivali del Vallo Lauro aprirono il fuoco. Per la prima volta sono state le donne protagoniste di un agghiacciante e spaventoso conflitto a fuoco nel corso del quale sono state colpite a morte la 16enne Clarissa Cava e le due zie Maria Scibelli e Michelina Cava. Un strage alla quale hanno partecipato anche gli uomini del Clan, il boss Luigi Salvatore Graziano ed i figli Antonio ed Adriano già condannati proprio per quell’agguato e che ritorneranno in Aula nel mese di marzo per la sentenza.