
Avellino – L’impianto frenante del bus della morte che lo scorso luglio precipitò dal viadotto Acqualonga sull’A/16 provocando il decesso di 40 persone finisce sotto i riflettori dei periti della Procura di Avellino. I tecnici nominati dal Tribunale avellinese hanno rimontato i freni del vecchio autobus su un veicolo della stessa casa e dello stesso modello e con caratteristiche molto simili, questo per provarlo in un’officina specializzata. Le attività hanno preso il via stamane; all’accertamento stanno assistendo anche i consulenti tecnici nominati da Autostrade per l’Italia, dai familiari di Ciro Lametta, l’autista deceduto nell’incidente e formalmente indagato per omicidio colposo plurimo e disastro colposo assieme al fratello Gennaro, titolare della “Mondo Travel” che noleggiò il bus turistico, e dai familiari delle vittime.
Sino ad oggi l’inchiesta si è concentrata sulla tenuta delle barriere del viadotto, un aspetto per il quale sono indagati alcuni esponenti della società Autostrade. La perizia sulle barriere sarà conclusa entro marzo.