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Strage A/16: “Mia figlia salvata dall’abbraccio della nonna”

Avellino – Il ricordo di quella maledetta domenica di fine luglio resta indelebile. Così come le immagini dell’autobus precipitato dopo un volo di oltre 30 metri, le bare messe in fila e il telo bianco a coprire l’orrore della più grande tragedia stradale mai verificatasi in Italia. Rosalba Lanuto è la madre di Arianna, una bambina di 10 anni sopravvissuta al tremendo incidente dell’A/16 del 28 luglio scorso. E’ venuta ad Avellino con le sorelle per incontrare i caschi rossi del comando provinciale, gli angeli che prima di tutti arrivarono sul luogo dell’impatto per prestare soccorso agli occupanti dell’autobus.

IL RACCONTO. “Arianna ricorda tutto – ha spiegato oggi Rosalba – dormiva prima che il bus finisse giù nella scarpata e si è svegliata con le grida delle persone spaventate. Arianna mi ha detto che la nonna la stringeva al petto e la guardava, senza piangere, tranquillizzandola. Poi ha detto che all’improvviso le sembrava di stare sulle giostre. Credo sia stato l’attimo in cui il pullman è precipitato”.

Rosalba Lanuto è venuta ad Avellino perché vuole risposte, vuole conoscere la verità sugli ultimi minuti che precedettero la tragedia. “Soccorrete prima i bambini”, è la frase che la nonna di Arianna ha detto ai primi soccorritori giunti sul posto. “Ma in uno scenario apocalittico come quello – ha spiegato il comandante Barbarulo – diventa difficile ricordare i volti e le voci delle persone”.
La signora Rosalba esprime rabbia per quello che sta accadendo oggi. “Tutto tace, dopo una settimana dalla tragedia i riflettori si sono spenti e nessuno parla più. Non c’è stata più la solidarietà che ci era stata promessa, il Comune di Pozzuoli ci ha abbandonati al nostro destino. Parliamo di una tragedia che poteva essere evitata. Ho fatto le mie indagini e in quel tratto c’erano già stati incidenti simili. E’ una vergogna il fatto che non siano mai stati presi provvedimenti seri”.

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