Si cerca e si trova un punto di incontro tra le esigenze dei commercianti e la sicurezza dei bambini. È questa la strada individuata dall’assessore Ettore Iacovacci per la tanto dibattuta questione della “Strada Scolastica”. Il focus dell’intervento è sul plesso Regina Margherita – Leonardo Da Vinci di Piazza Garibaldi, che rappresenta il progetto pilota della nuova viabilità. La soluzione individuata prevede una limitazione del traffico, sia per la sosta che per la percorrenza, circoscritta esclusivamente al tratto di strada immediatamente adiacente ai plessi scolastici. “Dobbiamo far uscire i bambini in sicurezza – spiega Iacovacci – per questo abbiamo previsto aree di sosta dedicate vicino alle scuole e zone pedonali in corrispondenza delle uscite”. Un altro tassello fondamentale del progetto è la promozione dell’educazione stradale, in stretta collaborazione con la Polizia Municipale. “Stiamo valutando con la Polizia locale un’iniziativa che mancava da tempo – sottolinea l’assessore – l’educazione stradale nelle scuole elementari e nella prima istruzione, ferma da cinque anni. La Polizia ha messo in campo grande attenzione per questo”.
E proprio dal Regina Margherita parte il progetto del “Pedibus”. “Come funziona? Ci saranno aree sicure dove i bambini verranno raccolti per essere portati a piedi a scuola – illustra Iacovacci –. Le famiglie affidano i propri figli agli operatori, che percorreranno tragitti individuati in totale sicurezza insieme alla Polizia Municipale, senza alcun rischio per gli alunni né preoccupazioni per le famiglie”. L’iniziativa è pensata per essere estesa a macchia d’olio. “A seconda delle scuole che aderiranno e del numero di bambini, individueremo i punti di raccolta in città. Il Regina Margherita è il progetto pilota, ma anche l’area del Convitto e la scuola di San Tommaso vogliono aderire a questo progetto”, aggiunge l’assessore. L’obiettivo finale è duplice: rendere le aree antistanti le scuole sicure e non percorribili dalle auto, garantendo ai genitori la tranquillità di lasciare i propri figli in un ambiente protetto. “Stiamo verificando come utilizzare al meglio le aree davanti alle scuole – conclude Iacovacci – perché anche il genitore che lascia il proprio figlio vuole stare tranquillo”.
