Stefano Maioli ed un cuore a metà. “La difesa farà la differenza”

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Mancano ormai poche ore al big-match che domani sera al Pala Bigi vedrà protagoniste la Bipop e la Scandone Avellino che terrà con il fiato sospeso i tifosi biancoverdi e quelli reggiani. Una partita che conta quanto una finale di Eurolega, per due squadre che ad inizio campionato erano partiti con altri obiettivi. Reggio Emilia voleva riconfermarsi ai vertici del basket italiano. Avellino, con il suo timoniere Boniciolli, raggiungere una salvezza tranquilla senza faticare troppo. Vicissitudini di vario genere, cambi di allenatore, giocatori infortunati hanno fatto sì che la stagione di queste due compagini fosse molto turbolenta. Reggio Emilia, da quello che si mormora nell’ambiente, è sull’orlo di una crisi di nervi. A Varese, in campo e nello spogliatoio, i giocatori di Menetti sono arrivati allo scontro verbale in più di una circostanza. La scarsa armonia che c’è nel gruppo biancorosso potrebbe favorire gli atleti biancoverdi, che almeno dal punto di vista umano sono stati sempre molto compatti, lottando contro ogni difficoltà. Ad Avellino c’è un reggiano D.O.C., Stefano Maioli, che può essere considerata la ‘talpa’ biancoverde. Perennemente in contatto con Reggio può svelare a coach Boniciolli e ad i suoi compagni i segreti della formazione di Menetti. L’attuale lungo irpino ritorna per la prima volta da avversario nella sua città, del resto si sa ‘nemo profeta in patria’ quindi meglio emigrare per cercare fortuna. Chiediamo all’ala-pivot biancoverde come ci si sente a tornare sul parquet del Pala Bigi, da avversario, per una sfida così importante.
Domani sarà per te una sfida dal gusto particolare. La tua Reggio, che lotta per la salvezza, contro la squadra per la quale giochi. Quali sono le tue sensazioni e le tue emozioni?
“Noi e la Bipop in questa gara ci giochiamo tantissimo. C’è tanta pressione, come è giusto che sia. Speriamo che non ci giochi un brutto scherzo. Per me sarà senza dubbio un momento particolare, torna a casa da ex per la prima volta. Mi avrebbe fatto piacere se le due squadre avessero occupato altri posti in classifica. Purtroppo non è cosi”.
Una vittoria o una sconfitta potrebbero in qualche modo essere decisive a tuo avviso?
“Certamente se dovessimo uscire vincitori faremmo un passo in avanti. Ci metteremmo a 4 punti da Reggio, che poi contando la differenza canestri sarebbero 6. Il campionato è lungo, da qui alla fine ci sono altre dieci gare e tutto può succedere. Domani scenderemo in campo per giocarcela, sperando di fare risultato”.
Quali notizie ti sono arrivate da Reggio negli ultimi giorni?
“Sono sotto pressione in particolare dopo la sconfitta di Varese. Hanno avuto diversi problemi in questa stagione, cambi di giocatori, infortuni. Soprattutto i tifosi in questo momento mettono pressione alla squadra”.
Secondo te il peso di dover giocare in casa e dover essere costretti a vincere potrebbe favorire la Scandone?
“È il rovescio della medaglia. Se partono bene il pubblico può rappresentare il loro sesto uomo. Al contrario, se le cose dovessero andar male, potrebbero partire dei fischi. Noi, per quanto ci riguarda, dovremmo cercare di stare sempre in partita”.
Proprio quello che nelle altre trasferte non avete fatto.
“Sì, purtroppo in altre occasioni siamo caduti ad inizio ripresa o alla fine della prima metà di gara a causa di vistosi cali di concentrazione. La partita di domenica scorsa però non fa testo, perché Udine ha giocato una grande gara segnando da tutte le parti.
Quale sarà la chiave della gara?
“La nostra difesa di squadra. Siamo un gruppo e da soli non si va da nessuna parte. Quando siamo stati uniti abbiamo dimostrato di poter far male a chiunque. In attacco abbiamo dimostrato di avere talento, con gente come Radulovic e Curry che sa trovare facilmente la via del canestro”.
Per concludere, cosa pensi del caso Benetton? “C’ è stato un illecito, le regole vanno rispettate. Se Treviso ha sbagliato è giusto che venga punita. Questo è stato il primo grado di giudizio, ce ne sono altri due. La penalizzazione è solo momentanea. Aspettiamo prima di dare giudizi definitivi” (Giovanni La Rosa)

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