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Ore di ansia ed attesa anche a Luogosano dove ci sono oltre 50 lavoratori con il fiato sospeso per le sorti della Stamperia Irpina, azienda che opera nell’indotto secondario del gruppo Fiat. “Si tratta di un’altra vicenda assurda – afferma Zaolino – dove la crisi finanziaria ha portato ad un ritardo negli stipendi superiore al semestre”. A nulla sembra essere dunque servito l’accordo sofferto che era stato raggiunto nemmeno venti giorni in Confindustria tra sindacati e proprietà per il rilancio dell’opificio. “Quando iniziano ad arrivare gli atti ingiuntivi, come nel caso della Stamperia Irpina – avverte il segretario Fim – vuol dire che è innestato irrevocabilmente il ciclo dell’insolvenza e le porte che si spalancano, purtroppo, sono quelle del fallimento”.
Fma, Almec, Astec, De Liveri e Mail, Tecnostampi, Stamperia Irpina: sono solo le punte di un iceberg, quello della recessione, che in Irpinia appare inarrestabile e che anzi assume contorni sempre più preoccupanti, mese dopo mese. “La situazione peggiora di settimana in settimana – sentenzia Zaolino – Ora che iniziano a spuntare anche i fallimenti, la mia preoccupazione è che possa innescarsi un pericoloso effetto domino nell’indotto. Nonostante l’interessamento del sindaco Galasso e del Prefetto Blasco, sembra che a nessun altro interessi del futuro produttivo dell’Irpinia e di quello lavorativo per centinaia di famiglie. E’ un’indifferenza deleteria, anche perché finchè c’è la speranza le persone provano a guardare avanti con ottimismo, ma per come si stanno mettendo le cose – conclude – non è escluso che la disperazione possa portare anche a problemi di ordine pubblico”.