AVELLINO- Due anni per un ventiseienne avellinese, attualmente detenuto, accusato di stalking e di una vera e propria spedizione punitiva ai danni della ex e del suo nuovo fidanzato, colpito con un martello frangi vetro insieme ad altri due complici, per cui sono state invocate condanne ad otto mesi ciascuno per lezioni aggravate dalle più persone riunite e dalla connessione con una vicenda di stalking, oltre che dall’uso di un’arma, ovvero il martello, fatto avvenuto il 26 giugno 2024. Questa la conclusione della Procura di Avellino nei confronti di tre imputati, tutti avellinesi, a partire dal ventiseienne M.M.F, che per questa vicenda è detenuto in carcere dopo un aggravamento, gli altri due ventenni F.G (detenuto per altro) e A.B, rispondono solo del concorso nelle lesioni aggravate, ovvero dell’episodio ai danni della ex fidanzata del ventiseienne e di un ragazzo che frequentava, entrambi refertati con una prognosi di dieci giorni. In aula però la difesa del ventiseienne, il penalista Costantino Sabatino, ha portato alcuni audio della presunta parte offesa che minacciava il suo ex di ritorsioni. Una condotta persecutoria che, per la difesa non sarebbe configurabile per vari motivi. A partire dal fatto che più “che una condotta persecutoria la vicenda va letta in quadro conflittuale tra imputato e la persona oggetto della presunta attività di stalking”, conflittualità che ha segnalato il penalista, spesso e’ andata “oltre ai limiti delle regole del vivere civile”. Nel merito:
“Detto questo dobbiamo concentrarci su quello che e’ emerso dall’ esame della persona offesa, preliminarmente una circostanza che merita una particolare attenzione, quella che nel periodo che ha portato all’ interruzione del rapporto e ai litigi finali e’ stato l’ imputato a bloccare la persona offesa su telefono e social e non la vittima a causa delle presunte molestie. Ed è un segno diametralmente opposto alla condotta di stalking”. Il penalista Sabatino ha anche ricostruito due degli episodi contestati nell’imputazione di stalking a carico del suo assistito. A partire da quello dell’8 aprile 2024: “la presunta minaccia di morte avvenuta davanti al bar Picone- ha spiegato il penalista- dove la persona offesa è stata minacciata in presenza d una sua amica, che però in questa aula non é mai venuta. Resta un dubbio, un ragionevolissimo dubbio. Il secondo episodio, quello che sarebbe avvenuto il 27 maggio successivo nel parcheggio del “Madai”, un altro caso di minacce, quando l’imputato si era avvicinato alla vettura dove si trovava insieme ad un amico, anche in questo caso rivolgendogli una minaccia di morte. L’amico presente che invece è stato sentito e ha escluso di aver sentito la parola “ti ammazzo””. Ancora la difesa ha rilevato come “pur avendo raccontato di essere seguita dagli amici dell’imputato,ad una precisa domanda, se avesse chiesto l’intervento della Polizia ha risposto no. Se non ha mai chiamato le ff.oo allora aveva paura o meno? . Aidio che abbiamo ascoltato i messaggi” per cui la difesa ha evidenziato come la presunta vittima “tutto sembra tranne che una persona in cui sia ingenerato uno stato di paura”. Il difensore dei due imputati del concorso in lesioni al presunto nuovo fidanzato della vittima, il penalista Gerardo Santamaria ha invece escluso che i due imputati fossero consapevoli che stessero recandosi a compiere un’ aggressione, come pure e’ emerso dell’istruttoria dibattimentale e per come emerge anche dai referti, impossibile che un’ aggressione compiuta con un martello non avesse conseguenze più gravi per la presunta vittima. Nel pomeriggio é atteso il verdetto.
