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Stadio Partenio, 4 ottobre 2008: la farsa continua…

Avellino, 4 ottobre 2008: ore 16.00. Stadio Partenio.
Va in scena l’ennesima farsa. Annunciata da giorni, ma resa ancora più illogica dai provvedimenti adottati dal prefetto Blasco nelle ore immediatamente precedenti alla partita. Stadio off limits, ma non per tutti: porte chiuse a tifosi e giornalisti (prima volta nella storia del calcio, negando di fatto il diritto alla cronaca e violando le disposizioni dell’Osservatorio del Viminale e della Lega calcio), ammessi i protagonisti del match e le telecamere di Sky e La 7, ma senza telecronisti al seguito, che hanno commentato dai rispettivi studi, e senza operatori sugli spalti per i primi 31 minuti di partita (immagini solo da bordo campo e beffa per coloro i quali hanno acquistato la partita). In pratica è andata in scena la “partita virtuale”, in un’atmosfera surreale e non poteva esserci altro palcoscenico che quello di Avellino. La città dove da qualche anno a questa parte tutto è possibile.
E’possibile che un prefetto si renda conto con un mese e più di ritardo che lo stadio non è agibile perché mancano le certificazioni di idoneità sanitaria e quelle relative alle norme antincendio; è possibile che lo stesso prefetto nonostante il gravissimo pericolo per l’incolumità pubblica per la non agibilità dell’impianto, faccia comunque disputare una partita, mettendo di fatto “a rischio la vita” dei calciatori, dei direttori di gara, dei commissari di lega, quella dei componenti delle troupe delle due Tv a pagamento, degli addetti al campo e i tutori della legge. E’ possibile che l’autorità del prefetto si pieghi dinanzi alle dinamiche e ai poteri delle logiche di mercato, quelle logiche che portano come simbolo solo ed esclusivamente quello dei soldi “$“ e alle decisioni di una Lega calcio che ha pensato bene di tutelare i propri interessi e quelli della pay per wiev (comunque danneggiate per l’impossibilità di rendere al meglio al pubblico il proprio servizio), a discapito del tifo, del calore, del colore, della passione, dell’amore e dell’emozione di un popolo che soffre per la situazione precaria della propria squadra di calcio.
E ancora, è possibile che un’amministrazione comunale, che in tempi anche recenti si è pavoneggiata dell’efficienza e della tempestività con cui erano stati effettuati i lavori di adeguamento al proprio impianto sportivo, non fosse a conoscenza delle inadempienze e che improvvisamente dica che sarebbero bastate ancora poche settimane per mettere a norma il Partenio e permettere ai tifosi di assistere alle gare.
E’possibile infine che una proprietà, che tale si sente e vuol essere definita, che latita di fronte a risultati negativi, deferimenti e penalizzazioni che tenta di giustificare con comunicati stampa inqualificabili, non appena se ne presenti l’occasione trovi sempre la forza, la faccia tosta e l’arroganza per gettare fango su tutto e tutti, dall’alto di un “salvataggio” che ormai sa sempre più di beffa, e in nome del quale si santifica e glorifica rispetto ad un ente, quello comunale, certamente dai comportamenti censurabili e criticabili, ma nei confronti del quale, è bene ricordarglielo, è ancora debitrice.
Per l’ennesima commovente prova di attaccamento mostrata anche oggi fuori dal Partenio dai tifosi del lupo, che pure si sono radunati in qualche centinaia, inneggiando e sostenendo al freddo e sotto la pioggia i propri colori, chiediamo a tutti i signori su citati: ma a che gioco stiamo giocando? La vogliamo smettere di calpestare la dignità e l’orgoglio di questa città e di questa gente?
Ci auguriamo di avere a breve qualche risposta…
Ci auguriamo che il signor prefetto applichi la sua intransigenza per cose ben più gravi che quotidianamente si verificano sul nostro martoriato territorio, che la nostra amministrazione comunale si desti dal suo torpore e che la gloriosa Us Avellino possa finalmente trovare dei proprietari facoltosi e capaci di evitarci le umiliazioni degli ultimi anni.
E’chiedere troppo? Magari non lo merita questa città, questa provincia e i suoi appassionati… beh, se è così fatecelo sapere perché siamo stanchi di essere ridicolizzati!!
In conclusione un pensiero anche per chi dirige questo “sporco calcio”. Anche oggi è passato un chiaro messaggio: il calcio ha solo un valore €conomico!
(di Nicola Iannaccone)

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