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Stadio, il Comune apre al dialogo: D’Agostino chiede chiarimenti sulla stima da oltre 10 milioni

Si apre ufficialmente il confronto tra la nuova amministrazione comunale e la proprietà dell’Us Avellino. Al centro di questo primo incontro, svoltosi a Palazzo di Città tra il sindaco Nello Pizza, l’assessora ai Lavori Pubblici Enza Ambrosone e il presidente dell’Avellino Angelo Antonio D’Agostino, la valutazione economica dello stadio effettuata dall’Agenzia delle Entrate, ritenuta troppo elevata dalla società biancoverde.

A ricostruire i contenuti del confronto è stata proprio l’assessora Ambrosone, che ha ribadito la volontà dell’Amministrazione di arrivare a una soluzione condivisa. «L’argomento principale dell’incontro è stato la valutazione predisposta dall’Agenzia delle Entrate. Il presidente D’Agostino ha chiesto ulteriori chiarimenti che provvederemo a richiedere, in particolare sulla determinazione del prezzo e sulla possibilità di scomputare i costi relativi all’abbattimento di alcune strutture e allo smaltimento dei rifiuti».

Il valore attribuito al Partenio-Lombardi supera i 10 milioni di euro, una cifra che il patron biancoverde considera fuori mercato. «Abbiamo analizzato la valutazione dell’Agenzia delle Entrate per comprendere alcuni aspetti che, a nostro avviso, non sono sufficientemente chiari», ha dichiarato D’Agostino. «A questo prezzo non siamo interessati, è una valutazione improponibile. Bisogna capire tuttavia se esistono margini di revisione. In passato avevamo già presentato un’offerta che ritenevamo congrua, ma siamo molto lontani dalla cifra oggi richiesta». Il presidente dell’Avellino precisa, tuttavia, di non voler mettere in discussione il lavoro svolto dall’Agenzia, quanto piuttosto comprenderne i criteri. «Più che smontare la stima, vogliamo un chiarimento. Se poi dovesse restare questo il valore definitivo, faremo le nostre valutazioni». Nel ragionamento della società entra anche la cosiddetta “legge stadi”, che potrebbe offrire strumenti utili per favorire investimenti privati sugli impianti sportivi. «La normativa ci offre qualche possibilità e potrebbe rappresentare uno strumento importante per consentire alle società di intervenire sulla riqualificazione degli stadi», ha sottolineato D’Agostino.

Durante il vertice si è affrontato anche il tema del project financing, attualmente fermo. «Il project è in stand-by e stiamo cercando di capire quale possa essere il percorso migliore», ha spiegato il patron. «Se ci saranno risorse pubbliche per intervenire sull’impianto, valuteremo quella strada. Non è indispensabile che sia il club a realizzare l’intervento. Avevamo manifestato l’interesse all’acquisto proprio per accelerare i tempi. In ogni caso uno stadio moderno deve poter contare anche su attività complementari, come aree commerciali, che ne garantiscano la sostenibilità economica».

Tra le priorità resta anche la riapertura della Curva Nord. «I tempi non si allungano», assicura D’Agostino. «Abbiamo riscontrato la disponibilità del sindaco e, nelle more della soluzione definitiva, si sta valutando una viabilità temporanea che possa consentire la riapertura del settore. L’ipotesi è quella di realizzare un anello stradale che attraversi l’area del mercato. C’è la volontà comune di trovare una soluzione che soddisfi tutte le esigenze».

Il confronto, dunque, proseguirà con una nuova interlocuzione con l’Agenzia delle Entrate per chiarire gli elementi che hanno portato alla stima dell’impianto. Solo dopo questi approfondimenti il club biancoverde deciderà se esistono ancora le condizioni per portare avanti il progetto di acquisizione dello stadio o se sarà necessario individuare percorsi alternativi per la riqualificazione del Partenio-Lombardi.

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