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In una lettera firmata dai consiglieri infatti è stato richiesto di sollevare dalla propria delega l’Assessore all’Urbanistica e al Patrimonio Comunale Stefano Lippiello (padre di Vincenzo, candidato alle scorse provinciali per l’Italia dei Valori nel collegio di Avella).
Ma il rimpasto in realtà non c’è stato: il provvedimento messo in essere dal sindaco Alaia è consistito nel sollevare l’Assessore Lippiello dalla sola delega all’Urbanistica attribuendola a sé stesso ad interim e lasciandogli la sola delega al Patrimonio.
Nel corso di questa vicenda è però spuntato anche il nome di Adolfo Alaia, l’ex sindaco di Sperone, (nonché fratello di Stefano, padre di Marco Santo Alaia, ndr) che, a seguito di tali episodi, ha firmato un manifesto, apparso per le vie del paese in cui non si è risparmiato di sindacare sulle mosse politiche del sindaco Salvatore Alaia. Di qui un ‘ping pong’ di manifesti e di botta e risposta tra le diverse fazioni: la risposta ad Adolfo Alaia firmata dagli “Elettori del sindaco”, la controrisposta dell’ex sindaco pervenuta sempre a mezzo manifesto in cui l’attuale primo cittadino viene accusato di dedicarsi soltanto agli aspetti sociali e culturali della vita comunale tralasciando quelli più strettamente economici e finanziari.
Ultima battaglia, in ordine di tempo, di questa guerra di manifesti, quello firmato dalla lista l’Orologio. In questo documento, pur essendo redatto dalla lista a sostegno del sindaco, emerge un chiaro attacco alla sua amministrazione. Nel mirino del “Comitato del buon amministratore”, l’aumento della Tarsu che la giunta comunale, con delibera n° 19 del 13 marzo scorso, ha incrementato del 91%.
“Praticamente raddoppiata!” – recita il manifesto. Ma non è tutto perché poi nel documento vengono ripercorse le successive tappe della vicenda. “Con delibera del Consiglio Comunale n°3 del 16 aprile, i nostri ‘bravi amministratori’ – continua il manifesto – hanno introdotto un bonus riduzione del 40% per i soggetti più disagiati”. Si tratta delle famiglie che hanno a carico un soggetto con disabilità grave o che siano composti da 1 o 2 pensionati per un reddito non superiore agli 8 mila euro annui. Un bonus di cui – lamentano i firmatari del manifesto – l’amministrazione non ha ancora dato comunicazione impedendo ai soggetti che potenzialmente possono usufruire dell’agevolazione di farne richiesta in tempi utili.