Sperone – E’ atteso per il prossimo 20 gennaio il ritorno in Irpinia di Giuliana Sgrena. Ancora una volta, meta della visita della giornalista de Il Manifesto, questa volta in veste di scrittrice, sarà il comune di Sperone, dove la Sgrena presenterà il suo libro. “Fuoco amico”, volume edito da Feltrinelli, verrà illustrato nel corso di un incontro in programma per le ore 18.30 presso l’aula consiliare del palazzo municipale in piazza Luigi Lauro a Sperone. Giuliana Sgrena descrive nel suo lavoro proprio le quattro settimane di incubo vissute nelle mani dei mujaheddin (combattenti) iracheni e la liberazione ‘interrotta’ nel vicino aeroporto di Baghdad. La giornalista/scrittrice racconta inoltre la drammatica esperienza del suo sequestro, del ferimento e della morte di Nicola Calidari, l’agente che poco prima l’aveva salvata dai rapitori. I ricordi del rapimento, le sensazioni quotidiane vissute in una stanza chiusa e al buio, gli incubi del sequestro, il rapporto con i rapitori si intrecciano alle tematiche della realtà irachena (guerra, sequestri, profughi, resistenza, terrorismo, religione, la condizione delle donne, il processo di balcanizzazione del paese ecc.) con richiami anche al passato regime, a Saddam, alle guerre, all’embargo … e alla vicenda delle mai rinvenute armi di distruzione di massa. Un volume che, insomma, affronta una realtà insidiosa che pone sullo sfondo il problema del fare informazione su un terreno di guerra senza essere ‘ambedded’ con le varie truppe di occupazione. Ad organizzare l’incontro/evento con Giuliana Sgrena, il sindaco di Sperone Salvatore Alaia che ha inteso rinnovare un impegno personale con la giornalista/scrittrice de Il Manifesto alla quale lo lega una stima notevole non solo dal punto di vista professionale ma soprattutto personale e umano. “Sono contento che abbia scelto Sperone come prima tappa della promozione del suo libro in Campania – ha spiegato Alaia –. Il volume che Giuliana viene a presentare costituisce una testimonianza straordinaria di chi ha vissuto, personalmente, un’esperienza singolare resa ancora più drammatica dalla morte del suo liberatore, Nicola Calipari”. “Credo – conclude Alaia – che la testimonianza di Giuliana debba far riflettere seriamente tutti noi per far comprendere ancora di più la follia di un conflitto, inutile quanto disumano, sedimentato su una pluralità di temi, talmente aggrovigliati che, paradossalmente, sembrano non lasciare spazio di fuga nemmeno ai più nobili pensieri di pace”.
Redazione Irpinia
Testata giornalistica registrata al tribunale di Avellino con il n. 422 del 21.5.2014
- Redazione – Via Dell’Industria snc – Pietradefusi (AV)
- 082573384
- redazione@irpinianews.it
