![]()
L’incontro, fortemente voluto dal sindaco di Sperone Salvatore Alaia e dal Dirigente Scolastico Antonio De Lucia, si colloca in linea con le iniziative che avranno luogo in numerose altre città italiane e del mondo e che tendono a ricordare lo sterminio della comunità ebraica, vittime della follia nazifascista.
Uomini, donne, bambini, anziani, giovani, senza distinzione di sesso e di età furono sterminati senza pietà e senza motivo dalla più violenta campagna di persecuzione di massa, messa in atto dai vertici della Germania nazista durante l’ultimo conflitto mondiale.
“Una tragedia immane che non potremo mai cancellare e che ha visto tante persone inermi morire per essere semplicemente ebrei – E’ questo il laconico commento di Salvatore Alaia – Il giorno della memoria è il giorno di chi intende condannare l’orrore dei campi di stermino ove tutt’ora sembra aleggiare la morte ed è compito delle persone civili, della nostra società ricostruita dopo la II guerra mondiale sui valori della democrazia e sul rispetto dell’uomo, perpetuare ai posteri il ricordo di quell’immane tragedia. Non possiamo dimenticare chi, per il semplice fatto di essere ebreo è stato ucciso barbaramente dopo aver subito sevizie e torture indicibili, e che ha dovuto pagare con la vita il furore omicida di una ideologia insana. Il giorno della memoria – continua– deve essere il giorno del ricordo di ogni uomo, di ogni individuo responsabile che ama e rispetta la vita propria e quella degli altri che oltre a perpetuarsi nel tempo attraverso la storia, deve costituire un impegno per tutti ad abiurare quella follia, quella cinica ideologia che il tempo non potrà mai cancellare perché macchia indelebile che grava sulla coscienza dell’umanità intera.
Il giorno della memoria deve servire a far capire a tutti noi che l’olocausto di circa sei milioni di ebrei è stato il trionfo del male dell’uomo verso il proprio simile e che delitti di questo proporzioni hanno diverse responsabilità. Ed è proprio partendo dall’analisi delle responsabilità – conclude – che a ciascuno spetta il compito di operare continuamente affinché la pianta della violenza xenofoba, dell’odio razziale e dell’antisemitismo possano essere sradicate dalla nostra società in cui dobbiamo piantare unicamente il seme del bene, della pace e della solidarietà per scrivere una nuova storia, una storia in cui tutta l’umanità sia protagonista di un rinnovamento sincero, vero, in una dimensione dove l’ideale possa coincidere con il reale”.