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“Spaccamm tutto..”, cinque a processo per la rivolta in una Sezione del carcere di Bellizzi

AVELLINO- “Facimm bordello, spaccamm tutto”. Nel pomeriggio del 20 gennaio 2022 due detenuti della Sezione al piano terra sinistra del carcere di Bellizzi Irpino, avevano aizzato così gli altri detenuti della Sezione contro il personale impegnato a spiegare le nuove misure antiCovid 19 disposte dall’ASL. Un pomeriggio di tensione nel carcere di Contrada San Oronzo, dove c’erano stati due incendi nelle celle oltre che il lancio di oggetti di ogni genere da parte di tre detenuti in due camere di detenzione diverse. Pezzi di sgabello, pezzi del televisore e addirittura una moka lanciati contro il personale della Polizia Penitenziaria, per fortuna senza feriti. Tutto accompagnato da minacce e insulti al personale della Polizia Penitenziaria. Ieri mattina per quei fatti e’ partito il processo a cinque detenuti, rinviati a giudizio su richiesta della Procura della Repubblica di Avellino per cinque detenuti nella Sezione. Tutti sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale, per aver lanciato contro gli agenti, pezzi di sgabello, fornellini accesi, bombolette, pezzi della TV. Due di loro, invece, l’irpino F.G e il barese P.L.I sono accusati anche di danneggiamento, detenzione di armi e incendio. Uno di loro avrebbe infatti bandito anche una lama rudimentale minacciando uno degli agenti intervenuti. Un terzo, anche lui irpino, B.D.F, accusato di danneggiamento e incendio, perche’ prima aveva distrutto sgabelli e parte della sua cella e poi gli aveva dato fuoco. Oltre a minacciare uno degli agenti “fammi uscire o ti vengo a prendere per tutto il paese”. In aula sono comparsi proprio gli agenti impegnati a sedare la rivolta. La difesa, in particolare il penalista Gerardo Santamaria, ha molto puntato sulla mancata acquisizione e presenza agli atti del processo di video della Sezione dove era scoppiata la rivolta. Ma non solo, anche il fatto che tutto il materiale asseritamente lanciato contro gli agenti, non fosse stato repertato nel corso delle indagini. In aula si torna il prossimo dodici ottobre.

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