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Sos Sanità: i ‘no’ di Marcello Arminio e Michele Forte

Il piano salva-sanità redatto dall’assessore regionale al ramo, Angelo Montemarano, scontenta proprio tutti. La riduzione della spesa pubblica in materia assistenziale toccherà gravosamente anche l’Irpinia. La riorganizzazione della rete ospedaliera, infatti, prevede, nel concreto, l’uscita dal circuito dell’emergenza del Criscuoli di Sant’Angelo dei Lombardi che inoltre vedrà ridursi i posti letto da 184 attuali in 131. Ridimensionati anche il Landolfi di Solofra e il San Guglielmo di Bisaccia, da sempre piccoli gioielli della medicina provinciale e punto di riferimento per l’utenza. Il presidio della città della concia, secondo al piano Montemarano, potrà contare su 131 posti letto, rispetto ai 141 correnti. Pesante, invece, la riclassificazione del San Guglielmo che ha 70 posti letto ne avrà solo 25. Stabilita anche la chiusura permanente dei reparti di maternità, che annualmente, hanno garantito oltre 400 parti. Forte il dissenso dei sindaci dell’Alta Irpinia. Il primo cittadino di Bisaccia, Marcello Arminio, assicura: “Ci batteremo fino alla fine affinché il San Guglielmo possa continuare nelle sue funzioni”, mentre il numero uno di Sant’Angelo dei Lombardi, Michele Forte, promette la mobilitazione. Decisivo sarà l’inizio della prossima settimana. “Il piano Montemarano – spiega – danneggia l’utenza e penalizza il nostro territorio. Bisogna difendere l’utilità del presidio, ma soprattutto è fondamentale che sia riconfermato il codice 75, quello delle emergenze. Ma soprattutto, non dobbiamo lasciare che vengano soppressi i reparti della Rianimazione e quello che fa capo al polo riabilitativo della Don Gnocchi”. Sul piano prettamente operativo, i primi cittadini hanno promesso battaglia. È da definire la data per un sit-in davanti Palazzo Santa Lucia, mentre è in via di accordanza un programma di intervento comune per tutti i venti sindaci dell’Alta Irpinia. “Abbiamo chiesto un colloquio con l’assessore Montemarano – continua Forte – e con la direzione sanitaria regionale, ma ad oggi, il nostro appello non è stato accolto. Non si può ridimensionare il ruolo di questi presidi ospedalieri, perfettamente funzionanti dal 1980. Il Criscuoli, nello specifico, è stato realizzato con fondi della 219 e serve un bacino d’utenza che si sviluppa dall’Alta Irpinia all’Ofanto. Inoltre, è dotato di un ampio parcheggio e di una pista per l’atterraggio delle eliambulanze. Si tratta di una struttura moderna, al passo con i tempi e adatta a risolvere qualsiasi tipo di emergenza. È ingiusto operare un taglio così pesante che avrà ripercussioni su tutti i pazienti del comprensorio”.

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