Avellino – Sos Irpinia: la politica si interroga. Al tavolo del Samantha della Porta il colore politico passa in secondo ordine. Tutti: Francesco Pionati (Udc), Angelo Giusto (Ds), Francesco Maselli (Democraticamente Insieme), il prof. Toni Iermano (Margherita), Franco D’Ercole (An) per dire: “è il momento di invertire la rotta altrimenti sprofonderemo nel baratro. Ci troviamo -comincia il sen. dell’Udc Pionati – di fronte ad un clientelismo senza sbocchi… Di fronte al deserto che c’era prima”. Ma ora al lavoro per cercare soluzioni. Al lavoro per l’interesse comune. “Credo – continua Maselli – che sia giunto il momento di dismettere gli interessi di parte e raccogliere il contributo della politica nella ricostruzione della buona gestione”. Chi puntualizza e stoppa le malelingue rispetto ad un convegno ‘targato’ Cdl, è l’on. Angelo Giusto: “I problemi dei cittadini non hanno colore politico. Non ho alcun imbarazzo a partecipare a questo dibattito. Lo faccio con piacere per parlare della mia terra di fronte a pensieri mediocri e per superare gli steccati. Nessun inciucio. No alle marionette dei padrini della politica. Quei tempi sono passati. Rispetto al centrosinistra inviterei ad usare i fondi non solo per spenderli e basta ma facendo perno su un progetto. Perché nonostante la spesa non cresciamo come Pil: è rimasto invariato dal 1980”. A mettere il dito nella piaga, l’ex assessore alla Cultura di Piazza del Popolo Iermano, critico nei confronti di una politica o meglio di “un orientamento che viene contagiato da scelte di parte. “Avellino è il centro di questo Sos perché deve riguadagnare la centralità, il suo ruolo. Deve ridiventare il punto di riferimento vero del territorio provinciale. Oggi la città vive palesi contraddizioni dovute in parte al tessuto strutturale e alla caduta della politica. Politica che non deve essere solo governo delle cose ma delle idee”. Città cantiere: “Abbiamo bisogno di capire le relazioni sociali: le opere pubbliche si fanno in base all’identità della città e non solo alla spesa. Ci troviamo in un sistema di gestione di potere collaudato. Quest’amministrazione era dei tecnici, in sostanza si è rivelata della politica. Il vero problema sta nel riguadagnare l’amministrazione e il governo della città. Una delle emergenze sarebbe coinvolgere l’opinione pubblica. Tenendo conto che resta aperta la questione lavoro e giovani. Se non si trova una soluzione credo che la città vivrà momenti bui”. Ai cittadini, l’appello del capogruppo di An D’Ercole affinchè “non abbandonino lo stato di rassegnazione per riprendere il ruolo dignitoso di protagonisti della città. Da troppo tempo vediamo che le cose non vanno bene ma nessuno dimostra di dare la scossa. Ci troviamo di fronte ad una città imbalsamata e ad un’amministrazione che litiga da quando si è insediata. Non parlano mai dei problemi della città. Li gestiscono in maniera dilettantesca”. E ancora: “Bisogna sottrarre l’amministrazione dal condizionamento del sistema politico demitiano e manciniano che appartiene al secolo scorso”. Stop “al circolo vizioso che alimenta, concentra e allarga il potere del singolo. Questo ha danneggiato la città che è tornata indietro di decenni… Dobbiamo immaginare un sistema urbanistico intercomunale”. Rifiuti solidi urbani: “Cecità assoluta e incapacità di fronteggiare le emergenze. L’Asa è un fallimento totale. Ho sempre auspicato la privatizzazione ma che avvenisse mediante gara d’appalto. Cosa che non succede dagli anni ’50”. Tutela della legalità: “La città è posseduta dal sistema di potere. Non c’è tutela che garantisca la legalità”. Insomma un dibattito aperto per la rinascita di una città “allo sbando”. (Red.Pol)
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